Risparmiatori truffati, il governo: ristoro diretto per redditi sotto 35mila euro

Pubblicato il 8 Aprile 2019 in Credito, Treviso, Vicenza

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Risparmiatori truffati, il governo propone la sua ricetta alle associazioni dei consumatori e riceve un sostanziale consenso. L’incontro, che si è svolto oggi 8 aprile a Palazzo Chigi dopo l’ennesimo rinvio del dossier in consiglio dei ministri la settimana scorsa, ha visto protagonista il presidente del consiglio Giuseppe Conte che ha portato ai gruppi organizzati una proposta di mediazione che sostanzialmente accetta la linea del ministro dell’Economia Tria.

Si tratta di una proposta, concordata con la Commissione europea, che prevede un doppio binario nei ristori a chi ha perso i propri risparmi nei fallimenti delle ex banche popolari tra cui le venete Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Linea concordata per non incappare in procedure d’infrazione assai probabili nel caso di rimborsi “automatici”, richiesti a gran voce invece da M5S e Lega.

Una parte dei risparmiatori avrà il ristoro diretto: quelli con un reddito Isee al di sotto dei 35 mila euro e un patrimonio mobiliare non superiore a 100 mila euro. Per gli altri si passerà per un controllo arbitrale semplificato, con una commissione che vaglierà le richieste di rimborso. Per rendere più veloci le pratiche, si realizzerà una sorta di tipizzazione delle situazioni dei risparmiatori.

Associazioni dei consumatori favorevoli in maggioranza

La platea complessiva interessata ai rimborsi è di circa 200 mila persone. L’indennizzo sarà pari al 30% per gli azionisti e del 95% per gli obbligazionisti subordinati. Secondo quanto riporta Repubblica, la proposta è stata approvata da 17 associazioni di risparmiatori, con solo due contrarie.

L’Unione Nazionale Consumatori, presente all’incontro, ha accettato la proposta. «Abbiamo detto si al doppio binario, ossia al ristoro diretto riservato a chi ha un reddito imponibile entro i 35 mila euro e un patrimonio mobiliare sotto i 100 mila euro» afferma l’avvocato Corrado Canafoglia, che rappresenta l’Unione Nazionale Consumatori nella cabina di regia del Mef. «Viste le premesse, siamo sodisfatti del risultato ottenuto – conclude Canafoglia -. Ora attendiamo i fatti».

Il Codacons invece dà un giudizio in chiaroscuro sull’esito della riunione. L’associazione boccia sia il limite del 30% di indennizzo per gli azionisti e del 95% per gli obbligazionisti, perché a nostro avviso il rimborso deve essere integrale, sia la volontà del governo di non riconoscere ai risparmiatori interessi e rivalutazioni degli investimenti. Bene invece per il Codacons l’intenzione del governo di tipizzare gli investimenti.

«Occorre partire subito con l’erogazione degli indennizzi perché i risparmiatori attendono da sei anni giustizia – afferma l’avvocato Franco Conte, presidente Codacons Veneto presente all’incontro –. Il nostro obiettivo, tuttavia, è di giungere a rimborsi che coprano il 100% delle perdite, perché il risparmio deve essere tutelato interamente e i paletti introdotti dal Governo non appaiono in alcun modo giustificati».



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