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Mara Manente (Ciset): «Con la nuova Via della Seta Venezia torna ponte per la Cina»

 

Riscoprire la Via della Seta, rendendo Venezia punto di riferimento privilegiato per chi da Oriente guarda all’Occidente. Troppo ambizioso? Non proprio. Piuttosto una sfida comune perché dai rapporti con la Cina possono derivare opportunità enormi dal punto di vista economico, infrastrutturale, commerciale e turistico. Lo stesso Ciset, il Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari, si muove in questa direzione sostenendo in qualità di partner VCNY – Venezia / Veneto China New Year, il festival nato dall’intuizione dell’imprenditore Nicola Farronato per portare le celebrazioni del Capodanno Cinese nel nord est italiano, la cui prima edizione si svolge dal 1 al 15 febbraio 2019.

Mara Manente

Mara Manente

«Questa iniziativa è molto stimolante e la sosteniamo occupandoci della parte scientifica. Il mercato cinese è uno dei più rilevanti per Venezia e potrebbe diventare altrettanto solido anche per il resto della regione, soprattutto perché siamo davanti a grandi cambiamenti – spiega la direttrice del Ciset, Mara Manente –. Oggi, Venezia è un hub che attira non solo i grandi gruppi organizzati ma anche molti viaggiatori individuali della classe medio alta, dunque con maggiore capacità di spesa. Si tratta di persone diversificate per età e per interessi che amano scoprire la nostra cultura, i nostri prodotti tipici, le nostre peculiarità. Perciò, se sapremo adottare una visione nuova, capace di abbracciare a 360 gradi tutto ciò che l’universo veneto può offrire, il turismo potrà diventare un reale volano economico per tutto il territorio».

In occasione del VCNY, infatti, il Ciset organizzerà una conferenza a Treviso, presso il Campus di Ca’ Foscari, con relatori del settore del lusso italiano. «Dobbiamo cogliere le opportunità lanciate dall’Anno del Turismo Europa – Cina 2018 per promuovere il Veneto coinvolgendo tutti gli attori del territorio e innescando un profondo cambiamento culturale – conferma la direttrice -. Il programma cinese “One Belt One Road” che sancisce la Nuova via della Seta è infatti di straordinaria attualità, nonché epicentro dei nuovi equilibri globali. Venezia è parte centrale di questo piano che mette sul tavolo miliardi di investimenti lanciando a tutti noi una sfida che non possiamo non accettare e rilanciare. E il Festival organizzato per il Capodanno cinese è un appuntamento strategico che sempre più dovrà essere rafforzato in futuro».

Del resto, lo stesso presidente Xi Jinping parlando della riscoperta di un percorso ideale che partendo da Pechino porterà sino a Venezia, ha riconosciuto in questa città un luogo chiave per il futuro delle relazioni Europa – Asia. Per il suo porto, ma non solo. E come ricorda Antonio Armellini nel suo editoriale per il Corriere della Sera «fare di Venezia il riferimento politico, amministrativo e commerciale del sistema Obor vorrebbe dire restituirla al suo ruolo storico, sviluppando al tempo stesso la sua vera via di salvezza, di centro di servizi avanzati con forte caratura internazionale».



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