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Veneto, 26 comuni al voto per la fusione. Risparmi per 118 milioni

Pubblicato il 12 Dicembre 2018 in Belluno, Economie, Padova, Rovigo, Treviso, Vicenza

Municipio di Polesella, foto di Threecharlie - Opera propria, CC BY-SA 3.0  

Ventisei comuni veneti al voto domenica 16 dicembre per approvare o bocciare le fusioni che porterebbero alla nascita di dieci nuovi comuni. Un’operazione che, se andasse in porto, porterebbe nelle casse delle nuove unità amministrative 118 milioni di euro tra i trasferimenti straordinari da parte dello Stato pari a 112 milioni e i 5,5 milioni che arriverebbero dalla Regione Veneto. In tutto i progetti coinvolgono 82 mila residenti. Cinque le fusioni proposte nel Vicentino, due nel Padovano, una rispettivamente nelle province di Rovigo, Treviso e Belluno.

Il sindacato dei pensionati Spi Cgil si schiera a favore delle fusioni: «Con queste risorse aggiuntive – spiega Renato Bressan, segretario regionale con delega alla contrattazione sociale e al welfare – le nuove amministrazioni potranno abbassare non solo il livello dei tributi locali, ma anche delle tariffe dedicate ai servizi sociali erogati ai cittadini: rette delle case di riposo, servizi di assistenza domiciliare, pasti a domicilio, ma anche rette degli asili e delle materne, sconti per lo scuola bus e molto altro ancora. Tutte materie che possono diventare argomento di contrattazione fra i sindacati, fra cui lo Spi da sempre in prima linea sul fronte della contrattazione sociale, e le amministrazioni locali. A tal proposito segnaliamo che la legge di bilancio del 2018 consente ai nuovi comuni, nati da processi di fusione, di evitare di mantenere tributi differenziati, attraverso l’istituzione dei municipi, ma di uniformare imposte locali uguali per tutti i contribuenti senza per questo perdere gettito fiscale. Va da sé che questa applicazione è decisamente più aderente al principio per il quale a parità di servizio erogato deve corrispondere una imposizione fiscale omogenea e non differenziata tra gli stessi contribuenti».

Ecco i 26 comuni al voto per la fusione

I comuni interessati al referendum sono: Frassinelle Polesine e Polesella (nuova denominazione Frassinelle Polesella); Mason Vicentino e Molvena (Colceresa); Carrè e Chiuppano (Colbregonza) Cismon del Grappa, Valstagna, San Nazario, Campolongo sul Brenta e Solagna (Valbrenta); Mel, Lentiai e Trichiana (Borgo Valbelluna), Conco e Lusiana (Lusiana Conco); Crespano del Grappa e Paderno del Grappa (Pieve del Grappa); Cartura, Conselve e Terrassa Padovana (Terre Conselvane); Castelbaldo e Masi (Fortezza d’Adige); Longare, Castegnero e Nanto (Pieve dei Berici).

Foto: municipio di Polesella via Wikipedia, di ThreecharlieOpera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento



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