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Gruppo Mastrotto, un nuovo reparto a misura di persona con disabilità

Pubblicato il 12 novembre 2018 in Lavoro, Pmi e Imprese, Vicenza

 

Accoglienza, confronto e valorizzazione della diversità, questi i valori su cui Gruppo Mastrotto punta per diventare più solidale. Ecco perché martedì 13 novembre presso gli spazi di Olivieri 1882 in via Alberti 13 ad Arzignano (Vicenza) verrà presentato il nuovo progetto di inclusione lavorativa e sociale promosso dall’azienda, con Nicole Orlando, campionessa e ambasciatrice Paralimpica per i disabili intellettivo-relazionali, come madrina d’eccezione. Creare un reparto produttivo,  che accolga persone con disabilità, e con un livello di produttività tale da renderlo sostenibile nel tempo, è lo scopo ultimo del programma.

Nello specifico è previsto – grazie all’affiancamento della cooperativa sociale Rinascere di Montecchio Maggiore e da Studio Progetto di Valdagno – l’inserimento stabile e continuativo in azienda di persone in età lavorativa diversamente abili, con particolare attenzione alle persone con sindrome di Down. L’iniziativa si inserisce in un percorso di proposte di welfare e di responsabilità sociale d’impresa già attivo da alcuni anni all’interno di Gruppo Mastrotto, che spazia dai buoni spesa o carburante, mensa aziendale, borse di studio per la prole dei dipendenti, assistenza a bambini, anziani e non autosufficienti, fino a campagne gratuite di vaccinazione e workshop tematici finalizzati al personal empowerment.

«Con questo progetto – commenta Chiara Mastrotto, presidente del Gruppo – la nostra azienda intende rispondere al bisogno delle persone diversamente abili di inserirsi in modo stabile e continuativo nel mondo del lavoro e di offrire, attraverso la predisposizione di un reparto produttivo dedicato, opportunità concrete di inserimento lavorativo e di inclusione sociale. Sono convinta infatti che inclusione significhi integrazione, quell’integrazione che può consentire alle persone disabili di realizzarsi umanamente e professionalmente interagendo in maniera costruttiva con l’azienda e i colleghi. Allo stesso tempo ritengo che questa contaminazione non possa che giovare al resto dei dipendenti perché è grazie alla condivisione di esperienze e valori che le persone possono crescere. Per questo abbiamo attivato dei momenti formativi specifici per i dipendenti in previsione dell’inserimento di questi nuovi tirocinanti, invitando a sostenerli, senza però cedere alla tentazione di svolgere il lavoro al posto loro».



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