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Costo della vita, stangata sulle famiglie: in un anno 422 euro in più

Pubblicato il 13 agosto 2018 in Economie

Billa Conad Veneto spesa  

Crescono ancora i prezzi, soprattutto quelli di beni di consumo quotidiani. L’Istat conferma infatti i dati preliminari dell’inflazione di luglio ed il rialzo dei prezzi dal +1,3% di giugno a +1,5%. «Purtroppo è confermata l’impennata dei prezzi, che triplicano in appena 3 mesi, dal +0,5% di aprile al +1,5% di luglio. Preoccupa, in particolare, la risalita del carrello della spesa, che incide su chi è più in difficoltà» ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

La spesa media

«Per una coppia con due figli, significa avere una maggior spesa annua complessiva di 533 euro, 386 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto, 196 euro se ne vanno per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani. Mentre per la famiglia media, la stangata è di 422 euro su base annua, 286 per i prodotti acquistati più frequentemente, 146 per le compere di tutti i giorni» conclude Dona. Rese note oggi, lunedì 13 agosto, invece, l’inflazione delle regioni e quella dei capoluoghi di regione, province autonome e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato il podio delle regioni delle città più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.

Città più care: il podio

Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, in testa alla classifica delle regioni più costose in termini di rincari, ancora una volta, il Trentino Alto Adige, dove l’inflazione dell’1,9% significa, per una famiglia tipo, una batosta pari a 538 euro su base annua. Segue la Lombardia, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,7% implica un’impennata del costo della vita pari a 485 euro, terza l’Emilia Romagna, dove l’inflazione dell’1,6% genera una spesa annua supplementare di 435 euro. In testa alla graduatoria dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care, in termini di maggior spesa, si conferma Bolzano, che, pur non avendo l’inflazione più alta, 2,1% contro il picco di Ravenna di +2,3%, ha la maggior spesa supplementare, che per una famiglia tipo equivale a 698 euro su base annua. Al secondo posto Ravenna, dove il rialzo dei prezzi del 2,3% determina un aumento del costo della vita, per una famiglia tipo, pari a 645 euro, terza Reggio Emilia, dove l’inflazione del 2,2% comporta un aggravio annuo di spesa di 617 euro.



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