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Caporalato, numero verde per le denunce. Cisl contro i voucher

Pubblicato il 24 luglio 2018 in Lavoro, Veneto

 

La Cisl in piazza contro i voucher. Non è l’unica notizia emersa il 23 luglio nella conferenza stampa di lancio della campagna “Sos caporalato in agricoltura” promossa dalla Fai Cisl Veneto, il cui segretario generale Andrea Zanin avverte: «In Meridione il caporalato è sicuramente “cronico”, ma in Veneto sta avendo un trend di continua crescita». La campagna del sindacato ha visto l’attivazione di un numero verde (800.199.100) a cui possono rivolgersi persone che subiscono lo sfruttamento nei campi, e che garantisce l’assoluto anonimato: «Dalle prime telefonate, fatte non solo da stranieri ma anche da italiani – dichiara Ludovico Ferro di Fai Veneto – abbiamo la netta sensazione che il fenomeno sia diffuso su tutto il territorio nazionale e non solo nel settore agricolo».

Oggi 24 luglio si terrà in Regione un tavolo con gli assessori al lavoro Elena Donazzan, ai servizi sociali Manuela Lanzarin e all’agricoltura Giuseppe Pan, per attivare una cabina di regia per il contrasto del caporalato nelle nostre campagne. «L’obiettivo – spiega Zanin – è creare dei sistemi incentivanti per premiare le aziende che sono regolari nell’applicazione dei contratti, non hanno denunce e possono essere così certificate anche al fine di una maggiore valorizzazione del loro prodotto».

Ma la Cisl è contraria anche al ritorno dei voucher per il lavoro agricolo, in discussione in questi giorni nell’ambito del vaglio parlamentare del “decreto dignità”. E se il sindacato “bianco” in passato aveva avuto posizioni più morbide rispetto alla Cgil nei confronti dei “buoni lavoro”, in ambito agricolo si registra compattezza e identità di vedute fra Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, che insieme promuovono tre giorni di mobilitazione a partire da oggi: «Il 24, il 25 e il 26 saremo a manifestare a Montecitorio – dice Zanin – contro la reintroduzione dei voucher, strumento tra l’altro inutile nel mondo dell’agricoltura dato che sono già previste forme contrattuali su misura che danno maggiori garanzie previdenziali e assistenziali a lavoratrici e lavoratori, cose che il buono lavoro non fornirebbe».

Per il segretario generale Cisl Veneto, Gianfranco Refosco, «quando si parla di caporalato si pensa a qualche altra regione d’Italia, ma in realtà anche in Veneto ne è coinvolto. L’utilizzo del caporalato crea un danno non solo ai lavoratori, che vengono sfruttati, ma anche alle aziende serie, che si ritrovano ad aver a che fare con una concorrenza sleale. Molto importante, quindi, non reintrodurre i voucher e attivare iniziative, come il tavolo convocato domani in Regione, per la segnalazione e la repressione degli abusi».



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