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Venezia è “area di crisi industriale complessa”: fondi ad hoc dal Mise

Pubblicato il 10 marzo 2017 in Lavoro, Opportunità, Pmi e Imprese, Regione, Venezia

Porto Marghera Venezia via Shutterstock  

La richiesta della Regione è stata accolta dal Mise: il territorio del comune di Venezia è stata riconosciuta come “area di crisi industriale complessa”. Tradotto in termini concreti, significa che l’area lagunare, da Marghera a Murano, potrà essere oggetto di politiche – e risorse economiche – mirate per la reindustrializzazione e riconversione mediante la stipula di appositi Accordi di Programma di adozione dei Prri (Progetti di Riconversione e Riqualificazione Industriale).

Il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda ha firmato il decreto di riconoscimento come area di crisi industriale complessa per l’intero territorio del comune di Venezia. Qui l’elenco delle altre aree di crisi industriale complessa riconosciute in Italia fra Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria.

Zaia: «Ora un piano per la riconversione produttiva»

«Ciò significa – commenta il presidente della Regione Veneto Luca Zaia – che il dossier presentato dalla Regione è stato ritenuto esaustivo e il ministero ha riconosciuto la bontà della nostra proposta che per la prima volta coinvolge tutto il territorio comunale e la sua popolazione».

«C’è ora la necessità di pianificare un intervento sistemico in grado di favorire processi di riqualificazione e riconversione produttiva» aggiunge Zaia, che sottolinea che «questo comunque non è un punto di arrivo ma rappresenta invece un punto di partenza, l’inizio di un percorso con cui pianificare un nuovo processo di reindustrializzazione. Il riconoscimento ha inoltre un particolare valore simbolico in quanto quest’anno ricorrono i 100 anni della nascita di Porto Marghera».

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