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Nasce il Coordinamento nazionale risparmiatori truffati: corteo a casa Renzi

Pubblicato il 8 settembre 2016 in Credito, Veneto

Coordinamento nazionale risparmiatori truffati  

Non solo Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca: la battaglia dei risparmiatori, che hanno visto svanire in una bolla di sapone i risparmi di una vita investiti in azioni delle banche popolari ora trasformate in Spa, si allarga al territorio nazionale. È nato il 6 settembre 2016 a Bologna il Coordinamento nazionale risparmiatori truffati. Che lancia già la prima mobilitazione nazionale: una manifestazione che il 22 ottobre sfilerà a Pontassieve, in provincia di Firenze, il comune di residenza del presidente del consiglio Matteo Renzi. Corteo che sarà preceduto da una serie di iniziative nelle diverse città.

Fra gli ispiratori del coordinamento c’è il veneziano don Enrico Torta, animatore del Coordinamento Associazioni Soci Banche Don Torta, in rappresentanza dei risparmiatori del Veneto. L’alleanza comprende poi l’Associazione Vittime del Salva Banche (Toscana) e i No Salvabanche (Emilia Romagna). Tutti uniti per «rilanciare la battaglia contro l’esproprio di ricchezza che in forme diverse ha duramente impoverito moltissimi risparmiatori in tutto il paese» si legge nel manifesto che in neonato network ha diffuso.

Referendum costituzionale: coordinamento risparmiatori per il No

Il coordinamento ha messo nel mirino il governo. Colpevole, secondo il coordinamento, di «scaricare i costi della crisi bancaria, che ha scala europea, sulle tasche dei risparmiatori, colpire ciò che resta, dopo anni di crisi economica, del ceto medio».

«Di fronte alla cinica prepotenza delle istituzioni – affermano –, non possiamo sperare esclusivamente in una soluzione giudiziaria. La soluzione non può che essere politica: più grande sarà la forza e la pressione sociale che riusciremo ad esercitare nei confronti della nostra controparte, il governo Renzi, il Pd, Banca d’Italia,Consob, più grandi saranno le probabilità di vincere la nostra battaglia».

Per colpire l’esecutivo Renzi, non si esita a ingaggiare una battaglia che poco c’entra con il sistema bancario, ma che è diventato l’appuntamento chiave dell’anno: il referendum costituzionale. «Ci offre la possibilità di colpire chi ha voluto la devastazione economica di centinaia di migliaia di risparmiatori – si legge nel manifesto dei risparmiatori –. Più debole è il governo Renzi, più forti siamo noi».

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