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Asta Antennatre, offerta di Rete Veneta ma aggiudicazione sospesa

Pubblicato il 23 settembre 2016 in Lavoro, Pmi e Imprese, Treviso, Vicenza

Antennatre  

Antennatre va all’asta, partecipa solo Rete Veneta, ma l’aggiudicazione è sospesa per difformità dell’offerta rispetto al bando. È accaduto tutto venerdì 23 settembre 2016, all’apertura delle buste della gara per l’emittente televisiva di San Biagio di Callalta messa all’asta dopo

Una sola offerta sul tavolo del notaio incaricato da Antenna Tre: è quella della bassanese Rete Veneta – l’editore è Teleradio Diffusione Bassano srl – che per la cessione del ramo d’azienda ha proposto l’assunzione di 35 dipendenti su 54 e 1 milione e 320mila euro di offerta. Il prezzo risulta così composto: 770mila euro tramite accollo del tfr dei lavoratori che verranno assorbiti, 300mila euro in contanti all’atto della stipula del contratto e 250mila euro quale somma per l’incentivo all’esodo dei lavoratori che non saranno trasferiti.

Ma l’aggiudicazione è stata bloccata dal notaio, per la rilevante difformità dell’offerta rispetto al bando: la somma offerta risulta inferiore alla base d’asta, fissata in 1,4 milioni di euro, e manca parte delle informazioni sul personale da assumere. Tutto resta sospeso, per il momento.

Il Sindacato giornalisti del Veneto e la Slc Cgil di Treviso esprimono «soddisfazione innanzi tutto perché la gara non è andata deserta, condizione necessaria affinché Antennatre possa continuare a essere fra i leader dell’informazione del Veneto e garantire posti di lavoro» e rispettano la scelta del notaio di sospendere l’aggiudicazione, «tuttavia auspicano che questa offerta venga valutata con la volontà di scongiurare il fallimento dell’emittente».

«Durante tutte le fasi di questa difficilissima vertenza – si legge nella nota sindacale – sindacati e lavoratori, con grande senso di responsabilità, si sono sempre battuti per la tutela occupazionale, anche siglando accordi sofferti come quello che ha visto la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part time, sopportando costanti e continui ritardi nell’erogazione delle retribuzioni».

Giulio Todescan

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