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Calamità naturali, al Veneto 31 milioni per i risacimenti

Pubblicato il 9 agosto 2016 in Fisco e consumi, Innovazione, Padova, Regione, Veneto, Venezia

tornado riviera del brenta calamità naturali  

Il governo ha stanziato 800 milioni di euro per i risarcimenti (parziali) dei danni provocati da calamità naturali che si sono verificate a partire dal 2013. Sono in tutto 40, distribuite in 17 regioni, un po’ lungo tutto lo stivale. I danni calcolati in tutto ammontano ad 804 milioni di euro per i privati e ad 889 milioni di euro per le attività produttive, dunque lo Stato coprirà circa la metà dei danni, attraverso rimborsi alle banche che erogheranno le somme ai privati e alle imprese.

Nell’elenco i sono tre eventi che hanno colpito il Veneto: per questi 31 milioni di euro sono destinati alla regione per calamità che si sono verificate tra la primavera del 2013 e l’estate del 2015, e per le quali la Regione Veneto aveva dichiarato lo stato di emergenza.

La fetta più consistente riguarda il tornado della Riviera del Brenta che si è abbattuto l’8 luglio 2015 sulla provincia di Venezia nei comuni di Dolo, Pianiga e Mira, e a Cortina d’Ampezzo in provincia di Belluno. Erano stati documentati danni per 36 milioni 828mila euro ai privati, e per 15 milioni 408mila euro alle attività produttive.

Poi ci sono le alluvioni che si sono abbattute sul Veneto dal 30 gennaio al 18 febbraio 2014. Danni accertati: 20 milioni 992mila euro per i privati, 10 milioni 984mila euro per le attività produttive.

Terzo evento contemplato nella lista è l’alluvione avvenuta dal 16 al 24 maggio 2013: 4 milioni 879mila euro i danni calcolati per i privati, 7 milioni 468mila euro quelli che hanno colpito le attività produttive.

La delibera del Consiglio dei ministri del 28 luglio 2016 spiega che per le prime case i rimborsi copriranno fino all’80% dei costi di ripristino strutturale delle parti danneggiate dall’evento, fino al 50% dei danni per quanto riguarda le altre abitazioni. In entrambi i casi il risarcimento ha un tetto massimo di 150mila euro, che può crescere fino a 187mila euro in caso si necessiti la demolizione e ricostruzione dell’edificio. Per quanto riguarda le attività produttive, i rimborsi coprono fino al 50% dei danni, con un tetto massimo di 450mila euro, compresi i beni e le scorte danneggiati o distrutti.

 

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