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Porto Marghera, 100 anni nel 2017: un comitato per celebrarla

Pubblicato il 21 luglio 2016 in Cultura, Economie, Venezia

Porto Marghera (foto di Francesco Bonomo - www.italiaunderground.it)  

Porto Marghera compierà cent’anni nel 2017. E il Mibact, il ministero per i beni culturali e ambientali e per il turismo, ha costituito un comitato promotore per coordinare e promuovere le iniziative culturali per le celebrazioni della sua nascita. Difficile pensare a una “celebrazione” di un luogo divenuto sinonimo dell’industria pesante prima, e della sua fine poi, con tutti i suoi strascichi ancora ben presenti, fatti di terreni inquinati – le bonifiche sono al palo, Legambiente ha stimato che solo il 10% dei terreni inquinati siano stati depurati dalle sostanze tossiche – e di mancanza di prospettive per un rilancio, urbanistico e occupazionale, dell’area. Ma forse proprio l’anniversario può essere l’occasione di una riflessione ad ampio raggio.

Cent’anni di Porto Marghera, il comitato promotore

Il comitato sarà presieduto dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e ne faranno parte il senatore Tiziano Treu, il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta, il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta, l’ex deputato e vicesindaco dei Verdi Gianfranco Bettin, il direttore generale della Treccani Massimo Bray, il Rettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia Michele Bugliesi, il presidente della Fondazione di Venezia Giampietro Brunello. E poi ancora l’onorevole Renato Brunetta, il presidente del cda dell’Università di Trento Innocenzo Cipolletta, il segretario regionale del Mibact per il Veneto Renata Codello, il presidente dell’Autorità portuale di Venezia Paolo Costa, il docente dell’Università di Padova Cesare De Michelis, il Rettore dell’Università di Udine Alberto Felice De Toni, il docente dell’Università Paris 2 Panthéon – Assas Ilvo Diamanti, il Rettore dell’IUAV Venezia Alberto Ferlenga, l’amministratore della Keyline S.p.A. e presidente dei Musei Civici di Venezia Maria Cristina Gribaudi, il già docente dell’Università di Padova Mario Isnenghi, il docente emerito dell’Università Ca’ Foscari Ignazio Musu, il direttore generale del gabinetto del Mibact Daniele Ravenna, il giornalista Giuseppe Saccà, l’onorevole Giorgio Santini, il presidente del museo multimediale del Novecento Giuliano Segre, la direttrice dell’Ufficio regionale Unesco per la scienza e la cultura in Europa Ana Luiza Thompson-Flores, l’imprenditore e Presidente di Confindustria Venezia Matteo Zoppas.

Oggi Porto Marghera è uno dei siti industriali più estesi del territorio nazionale. «La sua superficie complessiva è pari a circa 2000 ettari ed è occupata da insediamenti industriali (prima e seconda zona industriale), canali e specchi d’acqua, insediamenti del porto commerciale, strade, ferrovie e fasce demaniali» riporta il sito della Regione Veneto.

«L’atto di fondazione di Porto Marghera risale al 1917: Porto Marghera nasce come sistemazione sulla terraferma del porto di Venezia e come “zona franca” per l’insediamento di industrie pesanti» ricostruisce, in un articolo sulla rivista online Ocula, Giorgio Coratelli dell’Università di Siena. «L’atto è preceduto da quindici anni di dibattiti intorno al “problema di Venezia”. La zona diventa un importante polo industriale fin dagli anni Trenta, cresce ancora negli anni Sessanta con l’apertura della seconda zona industriale, diventando polo avanzato della chimica. Dalla seconda metà degli anni Settanta comincia la parabola discendente».

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