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Alf e i fornitori, Maria Cristina Piovesana: «Curiosi, umili e uniti si innova e si vince»

Pubblicato il 18 luglio 2016 in Pmi e Imprese, Treviso

Alf Cordignano  

«Viviamo in un mondo in continua evoluzione, pieno di opportunità e ovviamente contraddizioni. Noi possiamo scegliere: lamentarci o darci da fare». E senza ombra di dubbio la strada scelta da Maria Cristina Piovesana, guida della Alf Uno di Cordignano e degli imprenditori trevigiani, la sua strada l’ha già scelta: darsi da fare, innovando, per vincere le sfide del futuro. Una dimostrazione è proprio l’occasione in cui ha pronunciato le parole: l’appuntamento annuale con i fornitori di Alf, per dar loro formazione ma soprattutto per «incontrarsi, parlarsi. Vogliamo sapere le vostre esigenze, vogliamo capire cosa volete da noi. Vogliamo essere il vostro miglior cliente e vedere in voi i migliori fornitori». Così si è ripetuta per la terza volta la formula che fa capire perché Alf sia una sorta di miracolo nordestino, una Pmi che esporta sempre più mobili in tutto il mondo. Nella sede di Cordignano, venerdì 15 luglio, è andato in scena un pomeriggio dedicato a «La fabbrica delle idee». E di spunti ce ne sono stati parecchi. A partire dal ringraziamento finale di Piovesana, che ha ricordato a tutti l’importanza di essere «curiosi, avere voglia di esplorare qualcosa di nuovo. E anche umili, sapendo di conoscere solo un pezzo del nostro lavoro, del nostro territorio. Ma uniti si vince, si fa meno fatica e ci si diverte anche di più».

Trevisan: «Innovazione è disubbidienza andata a buon fine»

Ad aprire – e moderare – il pomeriggio di scambio di idee, il giornalista Luca Barbieri, presente sin dalla prima edizione, che ha ricordato come «Le idee di un ecosistema, e voi presenti in sala lo siete, vanno condivise, così si generano nuove opportunità di crescita». E Roberto Trevisan, supply manager di Alf Uno, ha sottolineato le potenzialità del cambiamento, elemento imprescindibile in una società e in un mercato del lavoro in forte evoluzione. «Cos’è il cambiamento? Da qualcuno viene visto come un periodo di crisi, strategia prudenziale, elemento passivo. Ma non è crisi, è transizione. Dobbiamo fare i conti con nuove regole del gioco. Non è più come una volta: non basta più una testa sola per guidare nostre organizzazioni. Nel cambiamento devono essere coinvolte tutte le persone che compongono l’organizzazione. La nostra forza dipende da quanto allineati tra di noi siamo, dalle relazioni e qualità delle relazioni con i fornitori. Noi oggi stiamo lavorando: coltiviamo la nostra relazione. Dal confronto ci arricchiamo. Ognuno di noi deve fare la sua parte». Trevisan ha ricordato poi l’importanza dell’innovazione, vista come momento di rottura. «L’innovazione è una disubbidienza andata a buon fine», prendendo spunto dal mondo degli animali per spiegare il presente, «stiamo passando periodo di metamorfosi: per la farfalla è vita, per la larva è crisi. Noi stiamo diventando farfalle: molte, diversi per colori e dimensioni, ognuna con la propria identità e differenziazione. Piccole cose, piccoli cambiamenti in successione producono risultati».

 

Alla Alf la creatività è disciplina, fatica quotidiana

Mauro De Bona, consulente di Novalia, ha poi sottolineato l’importanza delle idee, elemento che scatena l’innovazione. Ma ad un patto: che alla fase di pensiero segua lavoro, quel sudore quotidiano che le imprese del Nordest sanno mettere in campo. De Bona ha preso a prestito le parole di Bruno Munari, geniale designer italiano: «La creatività è disciplina, applicazione quotidiana, fatica». Anche Fabio Candussio è un consulente di Novalia: sua l’idea di utilizzare la teoria dei giochi per spiegare a tutti come collaborare convenga piuttosto che competere. «La supply chain aumenta il proprio valore quando tutti all’interno aumentano il potere. Perché il potere è forza generativa, non conservativa». Luca Comello, consulente di Quin, ha esplorato il concetto di complessità con un excursurs storico, per poi ricordare come un progetto sia un «qualcosa di non lineare, non prevedibile», “sfidando” poi i partecipanti: «Se non siete pronti a cambiare il mondo lasciate la fabbrica delle idee». E infine Luciano Comacchio, coofondatore di Mela MediaLab, ha portato tre esempi concreti di come idee diventino realtà, anche realtà aumentata. Uno di questi era frutto proprio della giornata Alf con i fornitori di due anni prima: i frutti di quanto seminato.

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