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Verona, l’hotel accessibile si mette nei panni dell’ospite cieco

Pubblicato il 22 aprile 2016 in Innovazione, Verona

 

All’Hotel Roxy Plaza di Verona il personale conosce ogni angolo, ogni porta, ogni corridoio. Ma percorrere gli ambienti di lavoro – per quanto familiari – ad occhi chiusi è tutta un’altra cosa. Gli addetti al ricevimento, alla reception e alle camere hanno voluto provare a mettersi nei panni di ospiti ciechi e ipovedenti della struttura partecipando al corso di formazione tenuto dai formatori della startup Yeah, fondata da Fabio Lotti, un ragazzo vicentino, la cui storia abbiamo raccontato qui.

In Italia ci sono 380mila ciechi e circa un milione e mezzo di ipovedenti. Negli ultimi 30 anni il loro numero è cresciuto del 30% a causa dell’invecchiamento della popolazione. Yeah è la startup che si rivolge a persone con disabilità visiva parziale o totale, per abbattere tutte le barriere che impediscono la loro integrazione nella società.

Hotel accessibile: “nei Panni di” chi non vede

Nei Panni di è il format con cui Yeah si è rivolto al personale dell’Hotel Roxy Plaza di Verona per insegnare le migliori tecniche per migliorare qualità e comfort di servizio alle persone con difficoltà visive. I partecipanti, divisi a coppie o in gruppo, hanno sperimentato cosa vuol dire vedere poco o non vedere affatto mediante l’uso di bende e mascherine. Gli esperti di Yeah hanno poi spiegato come prestare assistenza nel modo più professionale e sicuro possibile a persone con limitazioni visive in albergo e durante una visita guidata. In questo modo è stato possibile individuare e correggere i punti deboli del servizio.

«Conoscere i bisogni è il primo passo per soddisfarli», ha sottolineato Marco Andreoli, co-fondatore di Yeah. Il punto di forza della startup sta proprio nel fatto che i formatori vivono la disabilità sulla propria pelle e sono quindi i meglio qualificati per trovare soluzione ai problemi che vivono ogni giorno.

Yeah, la startup che abbatte le barriere

«Si tratta spesso di mettere in campo una serie di accorgimenti e buone prassi che insieme fanno la differenza – ha sottolineato Fabio Lotti, responsabile per il turismo accessibile e co-fondatore di Yeah – E la fanno, non solo per chi ha difficoltà visive, ma sono apprezzati da tutti i turisti e costituiscono un vantaggio competitivo per l’operatore che le applica».

Molto soddisfatto dell’iniziativa Roberto Ferroli, il  titolare della struttura, che nei prossimi mesi ospiterà diversi gruppi e associazioni di persone con difficoltà visive che visiteranno Soave: «Abbiamo assunto una prospettiva “altra” per migliorare il nostro modo di lavorare. L’Hotel Roxy Plaza ha deciso da tempo di investire nel turismo accessibile e si è affidato a Yeah, non solo per la formazione del personale, ma anche per migliorare la qualità del servizio turistico nel suo complesso».

Rebecca Travaglini

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