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Report Banca Popolare di Vicenza, rivedi la puntata in streaming

Pubblicato il 11 aprile 2016 in Credito, Fisco e consumi, Treviso, Vicenza

Report Banca Popolare di Vicenza  

Report Banca Popolare di Vicenza, la puntata andata in onda ieri domenica 10 aprile 2016 non mancherà di scatenare polemiche. Il servizio della giornalista Giovanna Boursier, se forse non ha rivelato grandi novità per chi segue da vicino la vicenda della crisi dell’istituto di credito, ha di sicuro avuto il merito di portare alla ribalta nazionale e con il giusto grado di approfondimento le tante storie che si intrecciano attorno a via Battaglione Framarin. La puntata è andata in onda nonostante la diffida con cui la banca aveva chiesto di ritardare la messa in onda ad avvenuto aumento di capitale. Qui sotto è possibile rivedere la puntata integralmente, grazie al servizio Rai Replay.

Report Banca Popolare di Vicenza, le storie dei soci

Numerose le storie di soci della banca vicentina, ma anche di Veneto Banca, raccontate ai microfoni di Report. C’è Davide Lunardon, Elisabetta Gatto la cui madre avrebbe bisogno di denaro per pagare la retta della casa di riposo ma ha perso i risparmi a causa del crollo del valore azionario. E ancora Elia Borgo, sempre presente alle manifestazioni di protesta degli azionisti.

Azioni comprate e rivendute da Autobrennero

Citando alcune carte relative alle ispezioni della Banca d’Italia, Giovanna Boursier descrive una girandola di azioni dal valore milionario che venivano comprate da alcune società e poi rivendute alla Banca Popolare di Vicenza pochi mesi dopo, allo stesso prezzo: «Si vedono compravendite per milioni di euro nel giro di 3-4 mesi. Ad esempio, Autostrada del Brennero: a luglio 2013 compra per 5 milioni, pari importo lo rivende a ottobre, a febbraio 2014 compra 6 milioni e rivende a giugno. Oppure San Lorenzo, compra e vende 5 milioni in 4 mesi e poi dopo 5 mesi, a fine 2014, ricompra. Palladio, che vende 20 milioni l’11 giugno 2013».

Il meccanismo era stato descritto da Vittorio Malagutti su L’Espresso nel novembre 2015. Le operazioni, essendo chiuse entro il 31 dicembre dell’anno, non lasciavano traccia nel bilancio dell’istituto. Facevano però comodo in quanto facevano figurare un forte attivismo nell’acquisto di azioni. Mentre nel 2014 migliaia di piccoli soci chiedevano di vendere ma gli veniva negata la possibilità da parte della banca, perché il mercato “interno” era congelato per mancanza di acquirenti.

Secondo L’Espresso per le aziende citate ci sarebbe stato un surplus al momento della rivendita dell’azione: «Dal quartier generale dell’A22 spiegano che a suo tempo dai vertici dell’istituto di Vicenza era arrivata la proposta di investire in titoli della Popolare con la garanzia di poterli rivendere dopo qualche mese allo stesso prezzo di acquisto con l’aggiunta di un premio – scrive Malagutti – Insomma, erano compravendite a rendimento garantito. Operazioni di questo tipo facevano molto comodo alla banca che in quei mesi aveva il disperato bisogno di trovare acquirenti per le sue azioni».

Zonin cede società e proprietà

Milena Gabanelli ha poi messo in fila una serie di cessioni di proprietà da parte dell’ex presidente di Banca Popolare di Vicenza Gianni Zonin, avvenute nel corso degli ultimi quattro mesi. «A fine dicembre 2015 cede alla moglie la sua quota della Tenuta Montemassi e quella della società San Marco, con immobili a Gambellara e Montebello» afferma la giornalista. «A metà gennaio 2016 invece dona al figlio Michele la villa del 700, Valmarana. Bella villa. Il 7 marzo sempre di quest’anno, trasferisce ai figli la maggioranza di Vineyard, che ha dentro terreni e immobili e il controllo della società vinicola Zonin e la Mobiliare Montebello spa».

A fine marzo Gianni Zonin ha lasciato la presidenza della società vinicola Zonin 1821 al figlio Domenico. «Magari, pian piano diventerà nullatenente; nullatenenti invece lo sono già molti azionisti della Popolare» è il commento amaro e ironico di Milena Gabanelli.

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