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Nasce Venetex, la moneta virtuale per le imprese venete

Pubblicato il 15 aprile 2016 in Padova, Pmi e Imprese, Soldi

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Sardex sbarca in Veneto: si chiamerà Venetex la nuova moneta virtuale per incentivare lo scambio di beni e servizi fra aziende, e nasce grazie all’investimento di VeNetWork, società che riunisce 50 imprenditori veneti che si configura come un acceleratore di opportunità produttive e finanziarie, investendo sulle «iniziative imprenditoriali venete più innovative».

La nuova moneta Venetex verrà presentata nei dettagli lunedì 18 aprile in una conferenza stampa a Padova. Notizia nella notizia, l’amministratore delegato del nuovo Circuito Venetex è Francesco Fiore, già candidato sindaco con la lista Padova 2020 alle ultime elezioni amministrative nella città del Santo, dimessosi pochi giorni fa dal consiglio comunale. Con lui in conferenza stampa ci saranno Alberto Baban, imprenditore veneziano presidente di VeNetWork oltre che presidente di Piccola industria in Confindustria, ruolo in cui è stato riconfermato per il secondo mandato nel novembre 2015, Tiziano Busin, amministratore delegato di VeNetWork, Gabriele Littera, presidente di Sardex, e Roberto Francani, presidente di Circuito Venetex.

Da Sardex a Venetex, una storia di successo

Venetex.net utilizza la moneta virtuale Venetex per incentivare lo scambio di beni e servizi fra aziende, favorire il tessuto produttivo del territorio e salvaguardare il potere d’acquisto dei cittadini contro il carovita e la crisi dell’euro.

«Il sistema è basato su una moneta complementare da utilizzare su base volontaria, uno strumento di scambio e di pagamento che si affianca alla valuta ufficiale, l’euro, senza però sostituirla – spiega la nota diramata oggi per annunciare la nuova iniziativa – Con l’ambizione di far emergere le potenzialità del mercato e favorire lo scambio fra domanda e offerta, trasformando in liquidità immediatamente fruibile i beni e servizi che il mercato tradizionale non riesce ad assorbire a causa della crisi economica».

Tre milioni di euro per allargare il “modello Sardex”

Risale a pochi giorni fa, l’11 aprile 2016, la notizia dell’importante round di investimento che Innogest (lead investor), Invitalia Ventures e Banca Sella Holding, con Fondazione di Sardegna, hanno effettuato in favore di Sardex: 3 milioni di euro con l’obiettivo di «consolidare lo sviluppo della società, portare il modello di Circuito di credito commerciale sviluppato da Sardex in tutte le regioni d’Italia». Il modello è già stato applicato in altre otto regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise e Campania. Ora arriva in Veneto, mentre anche l’Umbria è ai blocchi di partenza.

Francesco Fiore

Francesco Fiore

Quella di Sardex è la storia di uno straordinario successo. Più di 3mila imprese sono iscritte al circuito e hanno generato nel 2015 transazioni per un valore di oltre 50 milioni di euro. L’idea è stata lanciata nel 2009 da Gabriele Littera, Piero Sanna, Carlo Mancosu, Giuseppe Littera e Franco Contu, come risposta innovativa alla crisi finanziaria e con l’ambizione di valorizzare la capacità produttiva delle imprese del territorio e rinsaldare i legami fiduciari all’interno degli stessi.

In sostanza il circuito offre ad imprese e professionisti la possibilità di finanziarsi reciprocamente, grazie a una “moneta” digitale locale. In tempo di crisi, che è anche crisi del credito e di liquidità, si valorizza la la capacità produttiva inespressa, tramutandola in liquidità supplementare utile a sostenere parte delle proprie spese correnti, operare investimenti e, tramite l’apertura di conti a soci e dipendenti delle stesse, di effettuare parte delle proprie spese personali.

Nel corso degli anni il “modello Sardex” ha attirato l’attenzione di istituzioni internazionali. Dalla Commissione Europea al Dipartimento di Sviluppo delle Nazioni Unite, fino a opinion leader nazionali e internazionali, come il Financial Times e le università Bocconi, Yale University, Politecnico di Zurigo e London School of Economics. Fra non molto, quindi, anche le imprese venete potranno entrare in questo circuito.

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