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Bcc Crediveneto, a rischio 80 posti di lavoro

Pubblicato il 7 aprile 2016 in Credito, Padova

Crediveneto  

Approvata la riforma delle banche di credito cooperativo, resta il nodo delle non poche crisi nel settore. Crediveneto di Montagnana è una di queste: occupa 199 dipendenti e ha 27 filiali nelle province di Padova, Verona, Vicenza e Mantova. Nella procedura sindacale in corso sono stati dichiarati dall’azienda 80 esuberi, ovvero il 40% dei dipendenti.

A lanciare l’allarme sono le segreterie regionali e i coordinamenti regionali delle Bcc del Veneto di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Sincra UglCredito e Uilca. «La bontà della riforma del Credito Cooperativo approvata definitivamente ieri potrà essere immediatamente verificata in base alla sua capacità di risolvere la delicata questione di Crediveneto» affermano le sigle. «Tutelare il patrimonio delle Bcc e salvaguardare i risparmiatori sono gli obiettivi dichiarati della riforma, ma se per farlo si perdono posti di lavoro si tradisce lo spirito del movimento cooperativo. La carta dei valori del Credito Cooperativo parla infatti di promozione dello sviluppo locale, contribuendo al benessere della comunità locale, al suo sviluppo economico, sociale e culturale. Facciamo presente che anche i dipendenti di Crediveneto fanno parte di tale comunità locale, sono tutti clienti e molti di loro sono anche soci della Bcc».

«La delicata situazione non toccherà i risparmiatori clienti, che sono già adeguatamente tutelati dagli strumenti già presenti nel Sistema del credito e anche del Credito Cooperativo – ricordano i sindacati – Ci aspettiamo che nel proseguo della trattativa, che continuerà nelle prossime settimane a Roma sul tavolo nazionale, vengano trovate soluzioni per tutti i lavoratori coinvolti, nella riorganizzazione di Crediveneto come in quella di altre eventuali Bcc che potranno trovarsi in situazioni critiche. Come organizzazioni sindacali faremo tutto il possibile perché il prezzo di questa crisi non ricada sulla testa dei dipendenti. Non possiamo accettare che a pagare il conto delle inefficienze della governance della banca e del sistema cooperativo siano i lavoratori».

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