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Banca Popolare di Vicenza, domanda di ammissione in Borsa

Pubblicato il 1 marzo 2016 in Credito, Vicenza

Banca Popolare di Vicenza  

La Banca Popolare di Vicenza verso la Borsa. Oggi l’istituto ha avviato il processo di ammissione alla quotazione delle azioni ordinarie. La decisione comunicata nella tarda serata di lunedì 29 febbraio avviene pochi giorni prima dell’assemblea dei soci che sabato 5 marzo a Gambellara vedrà all’ordine del giorno proprio il voto sullo sbarco a Piazza Affari, oltre che sul passaggio a Spa e sull’aumento di capitale.

La domanda di ammissione è stata depositata presso Borsa Italiana Spa, mentre alla Consob è stato presentato il prospetto relativo all’Offerta Pubblica di Sottoscrizione e quotazione delle azioni, «specificando – si legge in una nota diramata dalla banca – che l’aumento di capitale e la quotazione sono entrambi subordinati all’approvazione da parte dell’Assemblea dei Soci della Banca, chiamata a deliberare in merito il prossimo 4 marzo (in prima convocazione) o 5 marzo (in seconda convocazione)».

L’operazione va sotto l’ala di BNP Paribas Corporate & Institutional Bank, J.P. Morgan Securities plc, Deutsche Bank AG, London Branch, Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. e UniCredit S.p.A., che agiranno in qualità di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners dell’operazione. UniCredit sarà inoltre responsabile del collocamento per l’offerta pubblica e sponsor. Advisor finanziario dell’operazione incaricato dall’Emittente è Vitale & Co. S.p.A. Advisor legali sono BonelliErede e White & Case per l’Emittente e Gatti Pavesi Bianchi e Clifford Chance per i Joint Global Coordinators.

Opt-out, deroga agli obblighi di pubblicazione

Il consiglio di amministrazione ha inoltre deliberato l’adesione al regime di “opt out” (previsto dagli articoli 70, comma 8 e 71, comma 1-bis, del Regolamento Emittenti), «al fine di avvalersi della facoltà di derogare agli obblighi di pubblicazione dei documenti informativi prescritti in occasione di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizioni e cessioni, individuate secondo i criteri generali indicati nel Regolamento Emittenti». La banca insomma potrà evitare di pubblicare tutta la documentazione relativa a fusioni o acquisizioni, forma di pubblicità obbligatoria con 30 giorni di anticipo sull’assemblea che deve votare quei provvedimenti.

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