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Amarone, l’oro rosso di Verona vale 310 milioni

Pubblicato il 28 gennaio 2016 in Economie, Regione, Verona

Vino  

A pochi giorni dall’ormai tradizionale appuntamento con Anteprima Amarone, in programma l’ultimo weekend di gennaio in Gran Guardia con 74 cantine che presenteranno l’annata 2012, arrivano i dati sul valore del pregiato vino di Verona. Il 2015 è stato un anno da incorniciare, con un giro d’affari di 310 milioni di euro e un aumento delle vendite del 6% rispetto al 2014. Lo studio, condotto da Wine Monitor di Nomisma su dati Istat, rivela anche che il mercato parla soprattutto una lingua straniera: sei bottiglie su dieci varcano i confini dell’Italia per raggiungere, su tutti, Usa e Canada, seguiti da Svizzera, Svezia e Germania.

Verona prima per l’export del vino

Ma non è l’unico record per la città veneta, prima provincia vitivinicola italiana per l’export. Dopo Verona si posizionano Cuneo, Treviso, Trento, Firenze, Siena, Asti, Bolzano, Brescia e Ravenna. Il dato più positivo è relativo all’imbottigliato, a quota +5% sul 2014, e alle annate più vecchie, che rappresentano più del 50% del vino che entrerà in commercio.

Marchesini: «Mercato attento ad annate più vecchie»

Christian Marchesini

Christian Marchesini

«Secondo i nostri dati statistici sull’Amarone – ha commentato Christian Marchesini, presidente del Consorzio di Tutela Vini Valpolicella – in affinamento vi è una diminuzione costante della quantità mensile di scorte in cantina a vantaggio di annate che hanno minimo quattro anni d’invecchiamento. Questo è un segnale importante che la denominazione, interpretando correttamente il suo ruolo, sta rispondendo positivamente alle richieste del marcato e permettendo alle aziende di lavorare serenamente sulla qualità».

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