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BpVi, Veneto Banca: limiti a vendita azioni

Pubblicato il 12 giugno 2015 in Credito, Treviso, Veneto, Vicenza

Veneto Banca  

Ieri sera la Banca d’Italia ha pubblicato le disposizioni attuative per la riforma delle banche popolari con attivi superiori agli 8 miliardi di euro. Di fatto è il regolamento che rende concreta la riforma che, in Veneto, interessa tre banche: la Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Banco Popolare.

Banche popolari: saranno Spa entro dicembre 2016

La prima conseguenza del regolamento della Banca d’Italia è che dalla sua emanazione, ieri, scattano i 18 mesi entro cui le popolari dovranno trasformarsi in spa: la scadenza è fissata alla metà i dicembre 2016. Infatti le disposizioni di attuazione completano la riforma varata il 24 marzo dal parlamento.

Azionisti: limiti al diritto di recesso

Il secondo punto importante riguarda gli azionisti, e soprattutto quelli di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, che in aprile hanno tagliato il valore delle loro azioni con una svalutazione del 23%, da 62,5 a 48 euro nel caso della BpVi, del 22,8%, da 39,5 a 30,5 euro nel caso di Veneto Banca.

Banca d'Italia

Banca d’Italia

Molti soci hanno chiesto da tempo di vendere le proprie azioni, ma il meccanismo di vendita è stato “congelato” in vista della trasformazione societaria e della fusione, considerata probabile, fra i due gruppi. Ora Bankitalia nel regolamento specifica che il diritto di recesso, cioè di vendere la propria quota, potrà essere limitato nel caso in cui sia in gioco la stabilità della banca stessa.

Il diritto a vendere le proprie azioni resta, ma può essere limitato in particolari condizioni. «L’organo con funzione di supervisione strategica assume le proprie determinazioni sull’estensione del rinvio e sulla misura della limitazione del rimborso delle azioni e degli altri strumenti di capitale – si legge nell’aggiornamento 9 del 9 giugno 2015 alla circolare sulle “Disposizioni di vigilanza per le banche” – tenendo conto della situazione prudenziale della banca».

«In particolare – prosegue la Banca d’Italia – ai fini della decisione l’organo valuta: la complessiva situazione finanziaria, di liquidità e di solvibilità della banca o del gruppo bancario; l’importo del capitale primario di classe 1, del capitale di classe 1 e del capitale totale in rapporto ai requisiti previsti dall’art. 92 del CRR, ai requisiti specifici di fondi propri di cui alla Parte Prima, Titolo III, Capitolo 1, Sezione 3, Paragrafo 5, al requisito combinato di riserva di capitale ai sensi della Parte Prima, Titolo II, Capitolo 1».

I vecchi soci non potranno controllare le nuove spa

Le norme attuative di Bankitalia pongono anche un preciso paletto: le nuove società, che rimpiazzeranno le vecchie popolari, non potranno essere controllate dagli ex soci. «Non saranno ritenute in linea con la riforma – dice Bankitalia – operazioni da cui risulti la detenzione, da parte della società holding riveniente dalla ex “popolare”, di una partecipazione totalitaria o maggioritaria nella S.p.A. bancaria o, comunque, tale da rendere possibile l’esercizio del controllo nella forma dell’influenza dominante».

Bpvi, nuovi manager a fianco di Francesco Iorio

Oggi il Cda della Banca Popolare di Vicenza ha nominato i nuovi vertici del gruppo, andando a completare il management dopo l’arrivo il 22 maggio del nuovo direttore generale Francesco Iorio, che aveva sostituito il dimissionario Samuele Sorato. Il nuovo vice direttore generale vicario è Iacopo De Francisco (un passato in Mc Kinsey e dal 2012 in Banca Popolare di Milano).

I due nuovi direttori centrali sono Diego Paolo Cavrioli, come responsabile della divisione finanza, e Alberto Piazza Spessa, come responsabile della direzione risk management. Cavrioli e Piazza Spessa provengono entrambi da UBI Banca, lo stesso istituto di cui Iorio è stato dal 2012 direttore generale.

Veneto Banca non decide sulla fusione con BpVi

Intanto il 9 giugno si è riunito a Milano il Cda di Veneto Banca. All’ordine del giorno la trasformazione in spa, ma nessuna decisione è stata presa: «Restano aperte tutte e quattro le opzioni strategiche indicate all’advisor», la banca d’affari Rothschild. Una di queste sarebbe la fusione con Banca Popolare di Vicenza, che ha espressamente fatto richiesta a Veneto Banca di andare in quella direzione.

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