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Confindustria: una Padova Low tax per crescere

Pubblicato il 13 maggio 2015 in Padova, Pmi e Imprese, Veneto

Massimo Bitonci e Massimo Finco  

Da croce a delizia. O almeno, incentivo ad annoverare Padova tra i poli attrattivi per gli investimenti e l’insediamento di imprese innovative, per rigenerare il tessuto produttivo e dei servizi e favorire la ripresa. Un pacchetto di sgravi e agevolazioni, per un fisco locale pro-impresa: Imu agevolata, oneri di urbanizzazione ridotti al minimo e un piano di semplificazione che punta tutto sulla digitalizzazione di autorizzazioni e pratiche burocratiche.

Massimo Bitonci incontra Confindustria Padova

Massimo Bitonci incontra Giunta e Consiglio di Confindustria Padova

È la proposta presentata da Confindustria Padova al sindaco di Padova, Massimo Bitonci che martedì 12 maggio ha incontrato la Giunta e il Consiglio Generale dell’Associazione per un giro di orizzonte sui principali dossier che riguardano lo sviluppo del capoluogo. Una proposta, da approfondire sul piano delle compatibilità di bilancio, per una Padova “semplice, low tax e attrattiva”, con l’obiettivo di facilitare l’attività d’impresa e incoraggiare la “migrazione” di imprese innovative.

Costruire un ambiente favorevole all’impresa

«Costruire un ambiente favorevole all’impresa e alla voglia di rischiare: questo è il lavoro verso il quale indirizzare i nostri sforzi – ha esordito il presidente di Confindustria Padova, Massimo Finco -. Padova ha tutte le potenzialità per attrarre investimenti e favorire l’insediamento di imprese medium e hi-tech, con l’obiettivo di innervare il tessuto industriale di nuove competenze e creare lavoro qualificato. Per farlo occorre agire sulla fiscalità locale, ormai sopra il livello di guardia, sia in termini di carico che di complessità, figli diretti di leggi dello Stato». Dalla prima Imu (dicembre 2011), non c’è stato un solo versamento con le stesse regole del precedente. E rispetto ai tempi (“felici”) dell’Ici, le imposte sugli immobili d’impresa si sono impennate, dall’80% fino al 150%, spinte dal cocktail micidiale di Imu, Tasi e Tari, nonostante lo sforzo di molti sindaci di neutralizzarle. «Effetto di un federalismo distorto, che ha trasformato l’imposizione locale in aggiuntiva, non sostitutiva, a quella dello Stato».

Una fiscalità attrattiva

Da fardello insostenibile, è l’idea di Confindustria Padova, la fiscalità locale può diventare una leva di attrazione degli investimenti e di marketing territoriale. «La decisione del Comune di Padova – spiega Finco – di ridurre da 1,04 a 0,99% l’aliquota Imu sui capannoni produttivi è la direzione giusta. Occorre proseguire e osare di più, con un pacchetto di incentivi e poca burocrazia, una politica industriale dal basso, che rimetta l’impresa e la competitività del territorio al centro di ogni progetto di sviluppo».

Semplificazione amministrativa

Il “pacchetto” proposto da Confindustria Padova prevede Imu agevolata, sconti sugli oneri di urbanizzazione e standard qualitativo, piani attuativi per stralci funzionali, digitalizzazione e automazione di tutte le pratiche aziendali attraverso il SUAP (permesso di costruire, Dia, Scia, Autorizzazione unica ambientale), semplificazione amministrativa e snellimento della Conferenza dei Servizi. «È una proposta – conclude Finco – su cui abbiamo registrato l’attenzione del sindaco Bitonci e su cui siamo a disposizione per gli approfondimenti necessari. Un’ipotesi di lavoro che merita di essere approfondita, pur consapevoli dei margini strettissimi in cui operano gli enti locali, per ridare fiducia al tessuto produttivo, rigenerare la capacità attrattiva dell’area industriale e favorire la ripresa».

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