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Veneto, chiusi 100 negozi alla settimana

Pubblicato il 28 maggio 2014 in Belluno, Commercio, Padova, Rovigo, Treviso, Veneto, Venezia, Verona, Vicenza

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Nel primo trimestre 2014, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura condotta su un campione di 1.174 imprese con almeno 3 addetti, le vendite al dettaglio hanno registrato una flessione del -0,5% (era -0,6% nel trimestre precedente) rispetto allo stesso periodo del 2013.

Da gennaio ad aprile chiusi 100 negozi alla settimana

«La realtà dei numeri relativi alla dinamica del commercio al dettaglio nel primo trimestre 2014 tenderebbe ad escludere qualsiasi, seppur minimo, cenno di ottimismo – sottolinea il presidente di Unioncamere del Veneto Fernando Zilio -. D’altra parte risulterebbe difficile per chiunque scorgere segni positivi quando anche i primi quattro mesi dell’anno mandano in archivio la chiusura di 1.600 negozi (circa un centinaio la settimana) e denunciano un saldo negativo di ben 700 unità. Eppure, qualcosa ci dice che potremmo essere vicini ad una svolta». È “bifronte” il giudizio di Fernando Zilio, presidente di Unioncamere Veneto, al cospetto delle evidenze della trimestrale relativa al commercio al dettaglio. «Se guardiamo asetticamente ai numeri del trimestre trascorso non possiamo fare altro che registrare tanti, troppi segni negativi, ma se cerchiamo di interpretare il clima di fiducia degli imprenditori del commercio al dettaglio per i prossimi tre mesi, allora direi che qualcosa si sta muovendo in senso positivo. Infatti, se gli imprenditori che ritengono che il loro volume d’affari possa diminuire si riducono dal -42,5% al -8,7%, se quelli che temono una contrazione degli ordini scendono dal -37,9% al -15,3% e se per l’occupazione la differenza tra giudizi positivi e negativi segna un saldo in crescita (-3,9% contro il -11,8%) significa che qualcosa sta cambiando. In questo senso – conclude Zilio – una spinta in favore di un recupero dei consumi potrebbe ragionevolmente giungere anche dal nuovo quadro politico uscito dalle urne europee. L’aver scoperto, con sorpresa, che l’Italia è un Paese migliore di quello che pensavamo, probabilmente in grado di svolgere un ruolo più propositivo sullo scacchiere continentale, può giocare un ruolo positivo anche sulla fiducia dei cittadini e, quindi, sulla loro propensione al consumo».

Male sia gli alimentari che i non alimentari

La dinamica negativa dei consumi è ascrivibile alle categorie del commercio al dettaglio specializzato sia nella vendita alimentare (-2,5%) che non alimentare (-0,4%). In controtendenza rispetto al trimestre precedente, anche la variazione negativa per supermercati, ipermercati e grandi magazzini con una diminuzione del -0,6%.

Lieve la crescita dei prezzi di vendita (+0,5%) con variazioni più marcate per il commercio al dettaglio non alimentare (+0,6%), seguito da supermercati, ipermercati e grandi magazzini (+0,4%), mentre il commercio al dettaglio alimentare ha registrato una sostanziale stabilità (-0,1%). Sotto il profilo dimensionale +0,9% per le medie e grandi aree commerciali. Gli ordinativi hanno evidenziato una situazione di decrescita con una variazione pari a -1,2% (-1,3% nel trimestre precedente) su base annua. Dinamica negativa per tutti i settori: la flessione maggiore ha riguardato il commercio al dettaglio alimentare (-2%), seguito dal commercio al dettaglio non alimentare (-1,5%). Sotto il profilo dimensionale, lieve diminuzione per le medie e grandi superfici (-0,5%), flessione più accentuata per le aree commerciali di piccola dimensione (-2,6%). L’occupazione, in flessione nello scorso trimestre (-1,4%), ha mantenuto la medesima tendenza registrando un -0,4%, ascrivibile all’andamento registrato soprattutto da supermercati, ipermercati e grandi magazzini (-1,6%). Stazionario il commercio specializzato alimentare (+0,1%), mentre un lieve aumento c’è stato per il commercio al dettaglio non alimentare (+1,1%).

Migliora il clima di fiducia degli imprenditori

Pur restando negativo, migliora il clima di fiducia degli imprenditori per i prossimi tre mesi. Il saldo tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione del volume d’affari e degli ordinativi è rispettivamente -8,7 punti percentuali e -15,3 p.p. (contro il -42,5 p.p. e -37,9 p.p. del trimestre precedente). In crescita le previsioni sui livelli occupazionali che toccano il -3,9 p.p. contro il -11,8 p.p. del trimestre precedente, mentre i prezzi di vendita sono stazionari (+0,1 p.p.).

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