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Un patto tra imprese e sindacati per rilanciare il Veneto

Pubblicato il 6 dicembre 2013 in Veneto

 

Al centro impresa e lavoro, nuovo manifatturiero e turismo, innovazione nelle relazioni industriali e con le istituzioni. E’ un vero e proprio manifesto per il rilancio dell’economia veneta l’“Avviso Comune” presentato giovedì 5 dicembre 2013 da Confindustria Veneto e CGIL, CISL, UIL del Veneto. L’accordo rappresenta l’interpretazione a livello regionale del documento firmato lo scorso 2 settembre a Genova da Confindustria e le tre sigle sindacali nazionali.

L’“Avviso Comune” tra le parti sociali venete muove dalla consapevolezza delle grandi trasformazioni economiche e sociali indotte dalla globalizzazione e dalla natura strutturale e irreversibile della crisi. Per ritornare a crescere e recuperare competitività, Confindustria Veneto, CGIL, CISL e UIL condividono pertanto la necessità di proporre risposte e progetti innovativi, con alcuni punti fermi: il ritorno al centro dell’economia di impresa e lavoro – i soli capaci di creare reale valore –, nuove modalità di relazioni industriali, con la Regione e le istituzioni locali.

L’impegno primario è ideare nuovi paradigmi e valori, in grado di restituire alle giovani generazioni la possibilità di costruire un futuro. Si tratta quindi di andare oltre azioni contingenti e di programmare un progetto di sviluppo del Veneto per il prossimo decennio, che punti sugli asset principali e caratteristici dell’economia del territorio: il nuovo manifatturiero, il turismo e i servizi, il Veneto quale “piattaforma logistica” dell’Europa, la trasformazione delle professioni e dei servizi.

«Il Veneto può affrontare le grandi sfide imposte dal mercato globale solo se salva l’industria e rinnova il suo asset più importante: il manifatturiero. Su alcune direttrici fondamentali, quali la valorizzazione del fare impresa e del lavoro, la formazione continua e gli investimenti in innovazione, svolge un ruolo essenziale la collaborazione con le parti sociali e le istituzioni», ha sottolineato Roberto Zuccato, Presidente di Confindustria Veneto.

«Vogliamo incalzare la Regione sui temi dello sviluppo non lasciando che a decidere sul che fare siano solo le rappresentanze politiche. La crisi, specie nel settore manifatturiero, ad esclusione di pochi comparti, è così profonda che per tentare di uscirne è obbligatorio muoversi tutti insieme, istituzioni e Parti Sociali, su obiettivi condivisi. Ora questi obiettivi sono stati definiti, elencati, messi nero su bianco ed inviati alla Regione del Veneto per essere condivisi», ha dichiarato Emilio Viafora, Segretario CGIL Veneto.

«Abbiamo “avvisato” chi governa il Veneto che come sindacato ed industriali concordiamo su alcune priorità per far ripartire la crescita in Veneto. Su queste intendiamo chiedere provvedimenti coerenti da parte del Consiglio e della Giunta regionale ma anche delle altre amministrazioni pubbliche locali. Non ci siamo fermati però sono a “chiedere ad altri” assumendoci responsabilità dirette ad esempio quella di creare, tramite la contrattazione, nuova produttività per le imprese, nuove tutele per i lavoratori e buona occupazione», ha sostenuto Franca Porto, Segretario CISL Veneto.

«Il manifatturiero è il cuore dell’economia veneta. La crisi, che lo sta ancora attraversando, ne sta mettendo in discussione la capacità occupazionale. Per superare questa condizione di declino servono politiche di sostegno e di qualificazione al sistema produttivo. Noi insistiamo sulla crescita delle nostre aziende: il nanismo produttivo è un modello superato, le aggregazioni sono necessarie per poter competere sul mercato internazionale. Avviso Comune ha proprio il compito di accompagnare le trasformazioni economiche e sociali, puntando su ricerca, istruzione, formazione professionale, destinazione dei Fondi Europei», ha affermato Gerardo Colamarco, Segretario UIL Veneto.

«Mi complimento con Zuccato, Porto, Colamarco e Viafora per questo accordo strategico che nasce dalla capacità di dialogo tra le parti sociali ed economiche, che relega agli archivi storici il periodo delle inutili contrapposizioni e degli sterili rivendicazionismi, al fine di ricercare insieme le migliori condizioni di rilancio del nostro sistema produttivo e per creare nuove opportunità occupazionali, pensando innanzi tutto ai giovani», [ il commento del presidente della Regione Luca Zaia. Leggi tutto il commento.

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