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Forum italo-tedesco: il Veneto in primo piano

Pubblicato il 17 giugno 2013 in Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Veneto, Venezia, Verona, Vicenza

Bandiera tedesca  

Sarà particolarmente nutrita la delegazione veneta al forum italo-tedesco al via martedì 18 giugno a Francoforte. Un forum che rappresenta un ulteriore passaggio per la creazione di sinergie economiche tra i due Paesi e un momento di incontro e confronto tra aziende italiane e tedesche. Oltre al ministro dello Sviluppo economico ed ex sindaco di Padova Flavio Zanonato, parteciperà all’incontro il presidente di Confindustria Veneto Roberto Zuccato e l’ex presidente di Confindustria Veneto Andrea Tomat.

Germania, terra delle opportunità per il sistema Nordest

Ad oggi la Germania rappresenta il maggiore partner commerciale per le aziende Italiane, e, fatto ancor più importante, Italia e Germania sono legate da una fortissima compenetrazione finanziaria. E sono molte le opportunità per il sistema imprenditoriale del Nordest. Se da un lato, infatti, le aziende tedesche hanno da sempre relazioni importanti con fornitori e clienti italiani, è possibile immaginare per il futuro un progressivo aumento delle operazioni straordinarie tra operatori dei due Paesi. «Le aziende, non solo quelle italiane, ricercano sistemi di integrazione secondo linee direttive innovative che non siano le solite acquisti-vendite – osserva Angelo Bonissoni, managing partner di CBA Studio Legale e Tributario con sede a Milano, Roma, Padova, Venezia e Monaco di Baviera e sponsor dell’evento di Francoforte –. Le aziende dai due versanti delle Alpi hanno competenze diverse e peculiarità che non si sovrappongono, ma si integrano».

Aumentano le operazioni di integrazione transalpina

Uno scenario che si apre dunque a collaborazioni sempre maggiori: «In un clima economico difficile – prosegue Bonissoni – sia le aziende tedesche, sia quelle italiane hanno bisogno di cercare la crescita anche attraverso integrazioni. La sfida per gli operatori è quella di riuscire a compiere un salto dimensionale attraverso formule che consentano di superare la paura della perdita del controllo, individuando presupposti sani ovvero fondati sulla progettualità industriale e l’utilità finanziaria». Paure a parte, le operazioni di integrazione sono sempre più numerose, in particolare nei comparti in cui è storicamente riconosciuta l’eccellenza italiana: «Dal nostro osservatorio – conclude Bonissoni – assistiamo a un sempre maggiore interesse per formule di build-up nel settore almentare, distributivo o nella meccanica di precisione. In questi settori le aziende italiane possono contare su brand apprezzati e consolidati mentre le realtà tedesche sono dotate di reti distributive su scala globale».

Le opportunità sul mercato finanziario tedesco

Anche in termini di mercati di capitali, la comune appartenenza all’area euro, la liquidità del mercato tedesco a tassi interessanti e procedure di emissione semplici e chiare, stanno creando le condizioni per un aumento dell’interesse delle aziende italiane all’emissione di obbligazioni societarie sui mercati regolamentati tedeschi. «La progressiva necessità per il sistema bancario italiano di ridurre le proprie esposizioni unita alla la concreta possibilità per le aziende di ottenere risorse finanziarie a tassi interessanti attraverso emissioni obbligazionarie sul mercato tedesco – segnala l’avvocato Enrico Fadani della sede di Monaco di Baviera di CBA Studio Legale e Tributario – comincia ad essere valutata con grande interesse da molte aziende italiane che, dotate di brand riconoscibili anche sul mercato tedesco, vedono in queste operazioni una concreta opportunità per affrancarsi dai normali canali di finanziamento che in Italia risultano essere sempre più asfittiche e poco convenienti».

Anche da un punto di vista di relazioni collegate alla proprietà industriale, la Germania diventa sempre più centrale per il mercato Italiano. La recente designazione di Monaco di Baviera come corte regionale per le cause di IP&IT collegate al settore meccanico, probabilmente rappresenterà un ulteriore elemento di progressiva ulteriore integrazione delle due economie in un segmento strategico come quello dell’innovazione.

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