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Crollo dei consumi: il 2012 chiude a -7,8%

Pubblicato il 28 febbraio 2013 in Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Veneto, Venezia, Verona, Vicenza

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Aumento, seppur lieve, dei prezzi e crollo dei consumi. Nel quarto trimestre 2012, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, le vendite al dettaglio hanno registrato una pesante flessione del 7,8% (-5,1% nel trimestre precedente) rispetto allo stesso periodo del 2011. La marcata contrazione dei consumi è ascrivibile a tutti i segmenti, ma la performance peggiore si registra nel commercio al dettaglio dei prodotti non alimentari e i supermercati, ipermercati e grandi magazzini con un calo rispettivamente del -8,4% e -7,9%. Meno pesante la flessione del commercio al dettaglio di prodotti alimentari (-5,8%).

Salgono i prezzi di vendita, calano gli ordinativi
Continua l’aumento dei prezzi di vendita (+0,2%), con variazioni più marcate per il commercio al dettaglio non alimentare (+0,4%) e supermercati, iper e grandi magazzini (+0,2%). In diminuzione, invece, il commercio al dettaglio non alimentare (-0,1%) mentre, per quanto riguarda le dimensioni, la variazione ha evidenziato un aumento maggiore per le medie e grandi superfici (+0,2%). In linea col fatturato, gli ordinativi hanno segnato una netta flessione del -7,1% (era -6% nel terzo trimestre) su base annua. Come nel trimestre precedente, la performance peggiore è stata rilevata per supermercati, ipermercati e grandi magazzini (-7,9%), seguiti dal commercio al dettaglio non alimentare (-6,9%) e dal commercio al dettaglio alimentare (-4,7%). Per quanto riguarda la classe dimensionale, i più colpiti risultano i punti vendita di media e grande superficie (-7,9%). Si arresta la dinamica positiva dell’occupazione, che fa segnare un calo del -0,5% su base annua. Sotto il profilo settoriale negativi gli andamenti del commercio al dettaglio non alimentare (-2,2%) ed alimentare (-1,7%). Stabile la variazione per supermercati, ipermercati e grandi magazzini. Alla variazione nulla delle medie e grandi superfici, fa da contraltare la variazione negativa nelle piccole (-2,1%).

Imprenditori incerti sul futuro, tra pessimismo e speranza
Contrastanti le attese degli imprenditori. Il saldo tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione di ordinativi e vendite è in peggioramento: rispettivamente -55,3 punti percentuali (contro il -42 p.p. del trimestre precedente) e 50,5 p.p. (-39,2 p.p. nel trimestre precedente). Leggero miglioramento invece per le aspettative sull’occupazione che segnano un -12,3 p.p. contro il -13,6 p.p. precedente. Anche per i prezzi di vendita si passa dai +10,5 p.p. a 7,2 p.p.

Alessandro Bianchi: «Le liberalizzazioni si sono dimostrate inutili»
«Il 2012 si è chiuso con una nuova frenata delle vendite al dettaglio (-7,8% su base annua), che si aggiunge a quelle già evidenziate nei primi nove mesi dell’anno. Il periodo natalizio, che di solito riserva un po’ di respiro al settore del commercio, non è riuscito a frenare la contrazione delle vendite e la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie italiane non lascia margini di crescita nel breve periodo» sottolinea il presidente di Unioncamere del Veneto Alessandro Bianchi. «I dati confermano inoltre – prosegue Bianchi – come le aperture domenicali e le liberalizzazioni degli orari dei negozi non hanno sortito alcun effetto sui consumatori, che hanno mantenuto le loro abitudini di acquisto, pur avendo meno reddito disponibile. A questo vanno aggiunte le numerose chiusure di esercizi commerciali che, tra gennaio e dicembre 2012, hanno interessato oltre 4.200 negozi nel solo Veneto (oltre 10 al giorno) con un saldo tra nuove aperture e chiusure risultato negativo di 1.600 unità. In questo quadro di grande incertezza, nel quarto trimestre anche l’occupazione frena (-0,5%), segno che probabilmente gli effetti delle aperture domenicali sulla domanda di lavoro si sono esauriti».

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