Technital, accordo con la Biblioteca capitolare: così azienda e cultura vanno a braccetto

La Biblioteca Capitolare di Verona, tra le istituzioni librarie più antiche al mondo, e Technital S.p.A., società specializzata in servizi di ingegneria per grandi opere con sede a Verona, annunciano la sottoscrizione di un accordo di collaborazione strategica per il triennio 2026–2028, finalizzato alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale custodito all’interno della biblioteca più antica al mondo ancora in attività.

L’accordo prevede l’adozione simbolica di “un tesoro” della Capitolare per ogni anno di sponsorship. Per il 2026, il volume scelto è l’Hypnerotomachia Poliphili, attribuito al frate domenicano Francesco Colonna, considerato il capolavoro tipografico del Rinascimento, stampato a Venezia nel 1499 da Aldo Manuzio. L’opera è anche oggetto di una curiosa vicenda: l’esemplare originale custodito nei depositi della Biblioteca fu trafugato dai francesi in epoca napoleonica e non fece più ritorno. Il volume restituito e oggi conservato alla Capitolare è infatti un esemplare diverso e mutilo delle pagine iniziali.

«Per una realtà come Technital, profondamente radicata a Verona, sostenere un’istituzione come la Biblioteca Capitolare significa riconoscere il valore di un patrimonio che appartiene non solo alla città, ma alla storia culturale europea – afferma Zeno D’Agostino, presidente di Technital S.p.A – Il legame con questo territorio non è per noi soltanto geografico o imprenditoriale: è un legame identitario, fatto di responsabilità e di attenzione verso ciò che rende unica questa comunità. In questo senso, iniziative come questa rappresentano anche un modo per restituire valore, contribuendo alla tutela e alla valorizzazione di beni che raccontano una storia millenaria. Crediamo che l’impresa abbia un ruolo che va oltre la dimensione economica: può essere parte attiva nella promozione della cultura, nel rafforzamento del dialogo tra passato e futuro e nella costruzione di un’identità condivisa. È con questo spirito che abbiamo scelto di affiancare la Biblioteca Capitolare in un percorso che, partendo da Verona, si apre a una dimensione più ampia, contribuendo a rendere accessibile e vivo un patrimonio di conoscenza che continua a parlare al presente».

«Ringraziamo Techital per aver scelto di affiancarci nel percorso di valorizzazione e tutela del patrimonio custodito nella Biblioteca Capitolare. – dichiara mons. Bruno Fasani, presidente della Fondazione Biblioteca Capitolare – Questo accordo di collaborazione rappresenta un segnale chiaro: quando tecnica e cultura dialogano insieme, possono aprire nuove prospettive sulla storia, rendendola più accessibile, viva e condivisa per le generazioni presenti e future». Una collaborazione che rafforza la sinergia tra cultura e impresa: un progetto che, partendo da Verona, si apre al mondo, contribuendo alla diffusione della conoscenza di un sapere millenario.

Technital

Fondata nel 1964 e con sede a Verona, Technital S.p.A. è una società di ingegneria che opera a livello internazionale nella progettazione e nella supervisione di grandi infrastrutture complesse, con un focus su idraulica, ambiente, trasporti, infrastrutture stradali e ferroviarie, opere marittime e portuali. La società può contare su una struttura articolata e su un ampio team di professionisti tra ingegneri, tecnici e specialisti, con una presenza operativa in numerosi Paesi e progetti sviluppati in contesti nazionali e internazionali. Grazie a un approccio multidisciplinare e a una solida esperienza maturata in oltre sessant’anni di attività, Technital affianca enti pubblici e committenti istituzionali nella realizzazione di interventi strategici per la sicurezza del territorio, la resilienza delle infrastrutture e la tutela delle comunità.

Tra i progetti più rilevanti si distinguono il MOSE, sistema di difesa idraulica a protezione di Venezia, e la progettazione e direzione lavori del porto di Al-Faw, in Iraq, già Guinness World Record per la realizzazione del frangiflutti più lungo al mondo, con oltre 14 km di estensione.

 

Biblioteca Capitolare di Verona

Verona custodisce la più antica biblioteca al mondo ancora in attività, la cui esistenza è documentata con certezza fin dall’anno 517 d.C.. È la Capitolare, scrigno di un patrimonio inestimabile, costituito da opere uniche: fondi antichi, tra cui 1.280 manoscritti, un archivio di 11.000 pergamene; 100.000 libri, inclusi 250 incunaboli, migliaia di cinquecentine e seicentine e 750 opere d’arte tra cui oggetti, dipinti e reperti archeologici. Nata come emanazione dello Scriptorium, a partire dal XII secolo, diventò anche luogo di studio frequentato dai padri della cultura italiana: di qui passarono, tra gli altri, Dante Alighieri e Francesco Petrarca. Il patrimonio librario della Capitolare è caratterizzato da tesori senza pari. Tra le opere di maggior prestigio in possesso della Capitolare troviamo il sontuoso Codice VI, uno dei più antichi evangeliari purpurei sopravvissuto intatto, la più antica copia al mondo del De Civitate Dei di Sant’Agostino, realizzata all’inizio del V secolo, quando l’autore era ancora in vita e le Istituzioni del giurista romano Gaio. Ma l’opera forse più caratterizzante è il celebre Indovinello Veronese: un piccolo enigma, annotato da un ignoto copista a bordo pagina in un codice dell’VIII secolo, che costituisce la prima attestazione scritta di lingua volgare italiana. Nelle stanze della Biblioteca, infine, è custodita anche l’Iconografia Rateriana: la più antica immagine conosciuta della città di Verona in epoca medievale. Con la mission di guardare al futuro, nel 2019 è nata la Fondazione Biblioteca Capitolare: non profit finalizzata a proseguire il meticoloso lavoro di conservazione del materiale di rilevanza mondiale e, al contempo, di renderlo sempre più accessibile al pubblico, anche grazie all’apertura degli spazi museali.

 

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