Industria Vicentina: produzione in calo ed export extra UE in ascesa nel IV trimestre 2025
L’analisi congiunturale del territorio vicentino, nel quarto trimestre 2025, delinea uno scenario caratterizzato ancora da stagnazione economica. Tuttavia, si evidenziano attenuazioni nelle variazioni negative dei principali indicatori economici, sia nella comparazione trimestrale che nell’analisi tendenziale. Il comparto dell’export costituisce l’elemento di maggior dinamismo, seppur contenuto, mantenendosi su valori positivi.
«Lo avevamo anticipato con i dati del trimestre precedente e oggi lo confermiamo: stiamo finalmente vedendo un rallentamento della fase negativa – afferma la Presidente di Confindustria Vicenza Barbara Beltrame Giacomello -. Si intravedono segnali che indicano una maggiore stabilizzazione e una capacità del sistema vicentino di reggere l’urto, senza perdere identità e competenze».
Nel dettaglio, i risultati della 170ª indagine congiunturale di Confindustria Vicenza, condotta su un campione rappresentativo di imprese associate appartenenti a diversi comparti e classi dimensionali, evidenziano per la produzione manifatturiera una flessione dello 0,2% (-0,63% nel trimestre precedente e -2,4% nel corrispondente periodo 2024). L’analisi qualitativa rivela che il 32% delle imprese registra un incremento dei livelli produttivi (30% nel trimestre precedente, 31% nel 2024), mentre il 33% segnala contrazioni (36% nel secondo trimestre, 43% un anno prima). Il saldo di opinione risulta pari a -1, in miglioramento rispetto al trimestre precedente.
Negativo il mercato domestico ma cresce fuori dall’UE
Nel territorio provinciale, il mercato domestico evidenzia una sostanziale stabilità delle vendite con una variazione del -0,2% (-1,4% nel trimestre precedente; -1,87% nel terzo trimestre 2024). Situazione simile per le esportazioni verso l’Unione Europea (-0,5% nel terzo trimestre 2025, -0,4% nel quarto trimestre 2024). Il principale elemento di dinamicità è rappresentato dalle vendite verso i mercati extra-UE, che registrano una crescita del 5,4%, evidenziando un ulteriore recupero sia rispetto al trimestre precedente (+1,1%), sia rispetto al corrispondente periodo 2024 (+4,6%).
«Quello dell’export extra EU è un risultato di grande rilievo, soprattutto perché si innesta su un periodo che nel 2024 era già in forte espansione. È un segnale di vitalità straordinaria del nostro sistema produttivo, che non solo consolida il trend positivo, ma lo rafforza con ulteriore slancio. C’è un messaggio chiaro, ormai consolidato, che arriva dal mercato: le aziende che oggi stanno performando meglio sono quelle che cercano opportunità fuori dai confini tradizionali, diversificano clienti e geografie, presidiano filiere e competenze – e la Presidente di Confindustria Vicenza rilancia l’impegno per sostenere l’estensione delle vendite a livello globale-. Come Confindustria Vicenza continueremo quindi a spingere con azioni operative su internazionalizzazione, supporto commerciale e crescita dimensionale, perché in questa fase la differenza la fa la capacità di essere presenti dove si decide, dove si compra e dove si investe. Proprio per questo rimane incomprensibile lo stop all’accordo sul Mercosur, con il voto decisivo arrivato proprio da rappresentanti italiani a Bruxelles».
L’occupazione
Il mercato del lavoro manifesta ancora una contrazione contenuta: nel quarto trimestre 2025 l’occupazione registra una flessione dell’1% (analoga al corrispondente periodo 2024, -0,7% nel terzo trimestre 2025).
«Questo è il momento della lucidità e della responsabilità, se vogliamo che il 2026 segni davvero un cambio di passo – conclude Barbara Beltrame Giacomello -. Non possiamo limitarci a confidare nella sola capacità di resistere. Occorrono condizioni strutturali che aiutino le imprese ad investire, innovare e competere: certezza normativa, semplificazione amministrativa, rapidità decisionale, infrastrutture adeguate, costi energetici e fiscali sostenibili. Le imprese stanno già facendo la loro parte. Una strategia industriale credibile e coerente è fondamentale per non incorrere nel rischio di una prolungata fase di stagnazione e per dare al Paese crescita, sviluppo e visione di lungo periodo»