Coronavirus, niente smart working per i 180 lavoratori del polo museale

Pubblicato il 12 Marzo 2020 in Lavoro, Treviso, Veneto, Venezia

Venezia  

Niente smart working – se non per un solo giorno,  dopo grandi insistenze – ai 180 lavoratori della direzione regionale dei musei. Nonostante le raccomandazioni del Ministro Franceschini per la sicurezza anti-coronavirus. A comunicare la tensione e la preoccupazione dei dipendenti – per lo più pendolari – dell’ex polo museale è Cgil Veneto, che ha contattato il ministro e il prefetto.

Oltre agli uffici della direzione in piazza San Marco, la maggior parte dei musei del “polo” si trova a Venezia – Ca’ d’Oro, museo di arte orientale, museo archeologico, palazzo Grimani -, gli altri sono ad Altino, Portogruaro, Este, Treviso e Adria.

«Unica tra tutte le direzioni del Veneto quella regionale dei musei oppone resistenza a far lavorare da casa persone che possono benissimo svolgere le proprie funzioni con la modalità del lavoro agile – osserva Assunta Motta della Fp Cgil Veneto -, obbligandoli a muoversi per lo più con mezzi pubblici: cosa che in base alle disposizioni del governo bisognerebbe evitare»

“Potrebbero benissimo operare da casa come stanno facendo tutti gli altri del settore – sottolinea Motta – con più sicurezza per se stessi, per le proprie famiglie e anche per la comunità. Invece la direzione oppone resistenza. Speriamo che la sollecitazione che abbiamo fatto al Ministro ed al Prefetto consenta di cambiare la situazione”.





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