Reward crowdfunding, prenotare un prodotto/servizio attraverso strumenti simili ai Gruppi di Acquisto Collettivi

Pubblicato il 25 Marzo 2020 in Economie

 

Il reward-based crowdfunding è un metodo di raccolta (o meglio prenotazione) di ordini (con pagamento anticipato) tramite piattaforme web specializzate, in cui le aziende mettono in vendita in anticipo o in esclusiva un determinato prodotto o servizio. Per gli aderenti a questi strumenti (chi acquista tramite i portali web), la ricompensa (reward) si traduce in molti casi in uno sconto eccezionale o in una fornitura esclusiva.

In altri termini, con questo strumento, le aziende decidono di rivolgersi al web per vendere in anticipo ad un prezzo competitivo il proprio prodotto o servizio e testarlo con il pubblico. Rispetto ad una tradizionale vendita anticipata, con questo strumento gli aderenti sono coinvolti nel progetto che realizzerà un nuovo prodotto/servizio, questo coinvolgimento è importante per la futura realizzazione e determina un vantaggio per chi vi aderisce.

I risultati di una campagna di reward crowdfunding possono essere molteplici:

  • finanziare la produzione limitando o annullando l’indebitamento, perché la produzione inizia successivamente al termine della raccolta;
  • testare un prodotto/servizio nuovo;
  • risparmiare e meglio organizzare la produzione e la logistica, attraverso la produzione per lotti e la riduzione delle giacenze di magazzino;
  • eliminare le attività di recupero crediti;
  • semplificare il processo di intermediazione, contenendo e rendendo trasparenti i relativi costi;
  • attivare nuovi canali di marketing.

Le campagne “vanno a buon fine” quando raggiungono “il lotto minimo”, se previsto, espresso in valore o in quantità, entro i termini stabiliti. In questo caso le prenotazioni di chi ha aderito vengono incassate dal promotore attraverso il portale. Il portale, solo al raggiungimento degli obiettivi della campagna, trasferisce i soldi al promotore. Successivamente il rapporto è solo tra il sottoscrittore (cliente) ed il proponente (fornitore).

Il portale generalmente addebita al proponente una commissione di intermediazione del 5% dell’importo incassato, ogni portale comunque predispone condizioni contrattuali specifiche che definiscono in modo trasparente il costo ed i servizi compresi.

Non sempre le campagne vanno a buon fine. Per avere maggiori chance di successo è fondamentale accompagnare la promozione della campagna con una buona attività di comunicazione soprattutto ai propri contatti (creare e consolidare la propria community o rete di clienti). È quindi opportuno prevedere un piccolo investimento anche per aggiornare l’immagine e la presentazione della propria azienda, cogliendo quindi l’occasione per dare visibilità del proprio potenziale.

Nel caso la campagna non raggiunga l’obiettivo minimo, le prenotazioni sono annullate e non ci sono addebiti per le persone aderenti, generalmente nemmeno le commissioni di incasso.

In questo strumento è indispensabile un elemento, la fiducia nell’azienda che propone la campagna, alla quale si consiglia di “mettere la faccia” attraverso un video di presentazione del progetto, fatto direttamente dall’imprenditore o comunque da una persona del suo staff, in modo simile a come ha fatto Giovanni Rana quando ha iniziato di persona a promuovere i suoi prodotti in televisione.

Il mercato nazionale e internazionale considera il made in Italy sinonimo di eccellenza.

Il nostro territorio è fatto di numerose piccole e medie aziende con un potenziale elevato, che possono essere supportate nella crescita anche senza intraprendere percorsi troppo impegnativi (private equity, fondi di investimento ecc), perché non cercano soci, ma solo un modo per finanziare la produzione e incrementare le vendite.

La soluzione esiste e si chiama reward crowdfunding, ma in molti casi le aziende del territorio ancora non conoscono questa opportunità, soprattutto quelle che operano in settori tradizionali.

Esistono diverse piattaforme di reward crowdfunding, locali, nazionali ed internazionali. Specializzate in alcuni settori o generaliste. In Italia, negli ultimi anni, hanno raccolto decine di milioni di euro (www.crowdfundingbuzz.it/reward/). La raccolta media di ogni campagna varia dal settore e dall’aziende proponente, spesso per progetto si aggira attorno ai 15 mila euro, ma a volte arriva a superare il milione.

In passato, i progetti di reward crowdfunding in Italia sono stati legati a iniziative benefiche, ma le aziende ora stanno interpretando correttamente questo strumento, come alternativa al finanziamento e alla promozione del business.

Gli acquisti attraverso queste campagne, oltre alla convenienza economica, permettono alle aziende una migliore organizzazione della produzione, attraverso un sistema di raccolta ordini a lotti, anche nel mercato rivolto ai privati, rendono quindi più efficiente il sistema produttivo e logistico, riducendo anche la necessità di scorte in magazzino. I pagamenti sono tutti tracciati perché avvengono attraverso carte di credito.

Per rilanciare i consumi, permettendo contemporaneamente alle persone di risparmiare, sarebbe corretto introdurre il meccanismo di detrazione fiscale per gli acquisti effettuati attraverso questi strumenti. In alternativa all’aumento della pressione fiscale, la detrazione fiscale ai consumi, soprattutto quelli legati a progetti innovativi, permetterebbe ai privati di contribuire maggiormente allo sviluppo del mercato e finanzierebbe direttamente lo sviluppo del paese.

Stimolare la crescita del mercato interno migliorandone l’efficienza, senza aumentare la pressione fiscale, dovrebbe essere il principio che guida una sana economia.

Nicola Bortoletto (Finanza Condivisa srl)



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