Raccolta delle fragole a rischio, manca manodopera: «Reclutiamo i ragazzi disoccupati»

Pubblicato il 19 Marzo 2020 in Verona

 

Sale la preoccupazione per l’imminente raccolta delle fragole, che partirà tra due settimane, a causa della carenza di manodopera dovuta all’emergenza Coronavirus. Con il blocco dei movimenti causato dallo stop alle frontiere mancano all’appello i braccianti dell’Est e il rischio è che il prodotto resti in parte sulle piante. A lanciare l’allarme è Piergiovanni Ferrarese, presidente dei giovani di Confagricoltura Verona, che propone di reclutare tutti quei ragazzi che sono a casa per la chiusura di bar e ristoranti e lo stop alle lezioni all’Università.

«Tantissimi giovani stanno perdendo la possibilità di fare la stagione nel settore della ristorazione, per non parlare dei negozi e delle fabbriche – dice Ferrarese -. Per questo motivo credo che introdurre dei voucher, com’è stato fatto con le babysitter, sia più che opportuno. Si tratterebbe di uno strumento semplificato, normato nel migliore dei modi per impedirne l’abuso, che potrebbe evitare le complicazioni sorte da quando è stato abrogato negli allevamenti, nell’ortofrutta e nella viticoltura. Con i voucher potremmo garantire non solo la raccolta delle fragole, ma a stretto giro anche quelle degli asparagi, dei piccoli frutti e delle ciliegie, reclutando anche pensionati e disoccupati. Ai sindacati che si oppongono, dico che trovo assurdo pensare che la tutela dei lavoratori passi solo da forme assistenziali come il reddito di cittadinanza. Oggi più che mai l’agricoltura può, oltre che produrre cibo sano e controllato, rispondere alle necessità di molte persone, giovani e non, che necessitano di un’integrazione al reddito».

Conferma Francesca Aldegheri, referente di giunta di Confagricoltura Verona per il settore frutticolo: «Già l’anno scorso avevamo avuto la problematica della carenza di manodopera a causa delle quote insufficienti di lavoratori extracomunitari, ma ora con il coronavirus la situazione sta precipitando. Molti lavoratori comunitari attualmente ci scrivono o ci chiamano per dirci che non vogliono venire in Italia o non possono, perché le frontiere sono chiuse. È vero che a livello normativo è stato allargato il range di manodopera alla parentela fino al sesto grado, mentre prima era fino al terzo, ma anche se l’aiuto in famiglia è prezioso non è sufficiente a garantire le raccolte. La natura non aspetta nessuno e non si ferma neanche davanti al coronavirus».

La coltivazione delle fragole, peraltro sta segnando una ripresa. La superficie veneta nel 2019, secondo i dati di Veneto Agricoltura, ha raggiunto quota 590 ettari (+10,6). Gli investimenti si concentrano quasi esclusivamente nella provincia di Verona (quasi il 90% del totale regionale), dove la superficie supera i 510 ettari (+18,8%).



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