Cancellata ProWein. Confagricoltura: «Opportunità per Vinitaly»

Pubblicato il 6 Marzo 2020 in Economie, Opportunità, Verona

Vinitaly  

Dopo Vinitaly, anche ProWein getta la spugna di fronte al coronavirus che si diffonde in Europa. Ma se la fiera vinicola di Verona ha solo rinviato la sua edizione 2020 – spostando le date dal 19-22 aprile al 14-17 giugno -, la rivale di Düsseldorf ha cancellato l’appuntamento rinviando tutto al 2021, dal 21 al 23 marzo. Un gesto di prudenza che, secondo Christian Marchesini, vicepresidente nazionale e presidente regionale veneto dei viticoltori di Confagricoltura, può trasformarsi in un assist per la kermesse scaligera.

«La cancellazione del ProWein 2020 è un’iniziativa forte e clamorosa da parte dei tedeschi, ma per il sistema Italia può diventare un’opportunità – afferma Marchesini -. L’annullamento del ProWein, vetrina d’eccellenza del winebusiness internazionale, è l’occasione per ridare fiducia al sistema vino Italia e ritrovare finalmente la coesione di tutta la filiera, facendo in modo che l’edizione del Vinitaly di quest’anno sia davvero unica. Bisogna però che ci sia una risposta forte da parte di tutti e che si agisca facendo squadra, evitando, come sempre, che ognuno lavori per il proprio campanile. Bisogna capire che la concorrenza non è tra le aziende vitivinicole di Fumane e Mezzane o di altri territori locali, ma con il mondo. Bisogna quindi che lavoriamo tutti assieme perché a Verona arrivino tanti dei buyer internazionali che non andranno a Düsserdolf e noi abbiamo tutte le carte in regola per offrire ciò che cercano, ma serve un’organizzazione impeccabile del Vinitaly, che sia ai massimi livelli. A questo proposito chiediamo che ci sia un coordinamento, da parte anche dello Stato, nel contribuire all’incoming, mettendo a disposizione risorse aggiuntive per le spese di viaggio dei visitatori stranieri, in modo da favorire il loro arrivo».

Non finiscono qui le richieste dell’esponente di Confagricoltura al governo: «Per quanto riguarda l’Ocm vino, il termine va procrastinato al 2021 – rimarca Marchesini -. Chiediamo anche maggiore flessibilità per quanto riguarda la spesa dei finanziamenti assegnati dai bandi Ocm, senza l’applicazione delle sanzioni in caso ci siano ritardi. In caso di risorse rimaste inutilizzate, auspichiamo che vengano aperti immediatamente i bandi e che gli iter burocratici vengano snelliti al massimo. Per quanto riguarda le autorizzazioni ai nuovi impianti, bisogna che abbiano un valore temporale più alto, per consentire alle aziende di affrontare i costi. Infine, dobbiamo trovare il modo di aiutare ristoratori e albergatori locali, così da riattivare l’economia e i consumi».



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