Diesel, task force anticontraffazione: chiusi oltre 1.200 siti di prodotti falsi

Pubblicato il 29 Gennaio 2020 in Pmi e Imprese, Vicenza

 

Offensiva globale della Diesel, la multinazionale veneta della moda guidata da Renzo Rosso, per la salvaguardia del proprio marchio. Sul fronte dell’e-commerce, l’azienda ha fatto chiudere nel 2019 ben 1.244 siti web che promuovevano la vendita di articoli Diesel contraffatti. La maggior parte delle azioni sono state orientate verso Taobao (Cina), Mercado Libre (Brasile) ed eBay (nel mondo), con un totale di 2.838 casi di violazione del copyright e trademark.

Sui social media sono stati trovati e rimossi 2.351 Url (la maggior parte di queste su Instagram). Sono stati anche eliminati 4.901 annunci falsi, in particolare su Google e Bing, nel Regno Unito, in Germania, in Francia, in Italia, in Spagna e in Olanda. Compiuti inoltre numerosi raid in fabbriche in Cina con il sequestro di oltre 4.000 paia di jeans, 3.000 t-shirts e felpe, 5.000 pezzi di cinture e 4.500 etichette con marchio e logo Diesel.

Altre azioni condotte dalla squadra investigativa di Diesel, con l’aiuto delle polizie locali, in Egitto e in Marocco (5.000 paia di jeans), mentre negli Emirati Arabi Uniti sono stati sequestrati 8.000 paia di occhiali. In Turchia sono stati scoperti 23.704 pezzi contraffatti, nel Regno Unito 5.823 polo shirts, e in Portogallo 1.796 tra cinture, magliette, profumi, jeans ed etichette. Ad oggi, i processi legali hanno generato una diminuzione sostanziale del numero di prodotti Diesel contraffatti sul mercato.



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