Chi Odia Paga, consulenza online con l’algoritmo anti-diffamazione

Pubblicato il 20 Gennaio 2020 in Innovazione, Padova

 

Chi Odia Paga, la startup innovativa a vocazione sociale nata per combattere ogni forma di odio online, fondata dal padovano Francesco Inguscio con il suo ​venture accelerator Nuvolab, aderisce a Repubblica Digitale, l’iniziativa promossa dal governo italiano rivolta all’inclusione digitale.

Paola Pisano, ​ministro per l’innovazione e la digitalizzazione, si è impegnata a sostenere e promuovere il progetto: «Sin dall’inizio del mio mandato – ha dichiarato Pisano – ho creduto che proteggere chi viene colpito dall’odio online e al tempo stesso salvaguardare i principi di libertà di espressione fosse un obiettivo primario. A breve nascerà un tavolo di lavoro pubblico-privato proprio su questo tema. Nel frattempo è importante dare il giusto sostegno a iniziative come quelle portate avanti da ‘Chi Odia Paga‘, che hanno il grande merito di usare la tecnologia per dare risposte etiche e concrete a problemi che la stessa tecnologia pone».

In virtù di questo accordo, i cittadini italiani avranno a disposizione, gratuitamente, le prime funzionalità della piattaforma ​C​hi Odia Paga​: da subito è possibile ricevere un feedback automatizzato dalla piattaforma per capire se i commenti che si ricevono online siano contenuti legalmente sanzionabili o meno. Le future funzionalità che verranno rilasciate nei prossimi mesi forniranno ai cittadini tutti gli strumenti tecnici e legali necessari per difendersi dai reati d’odio online in modo facile, veloce, sicuro ed economico.

La startup, fondata nel 2018 da Inguscio con il suo ​venture accelerator Nuvolab, ha avuto il supporto del fondo di impact investing Oltre Venture e il cofinanziamento della Regione Lombardia. La app si basa su un algoritmo di intelligenza artificiale grazie a cui l’utente scopre se è stato vittima di un reato, di quale reato eventualmente si tratti e, se del caso, suggerisce di contattare un avvocato. Per istruire l’algoritmo è stato utilizzato un archivio di oltre 1.500 sentenze passate in giudicato e la consulenza di un team di avvocati specializzato sui reati online. Il feedback legale è fornito utilizzando un linguaggio comprensibile e riducendo così la distanza percepita tra cittadino e materia giuridica.

«Attenzione – precisa il fondatore di Chi Odia Paga Francesco Inguscio – non è sempre tutto odio ciò che urtica. Non sempre ci sono gli estremi per denunciare commenti aggressivi, il nostro obiettivo non è sostituirci agli avvocati ma dare assistenza al cittadino, per capire quando ci sono le condizioni per contattarne uno, solo quando un reato sia stato effettivamente commesso». Per Inguscio «la denuncia è l’ultima difesa da usare contro l’odio, la prima si chiama educazione e deve essere sostenuta supportando tutte le associazioni che fanno sensibilizzazione e formazione su questi temi».



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