Qualità della vita, rapporto 2019: tre città venete tra le prime dieci

Pubblicato il 17 Dicembre 2019 in Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza

 

Qualità della vita nelle cento province d’Italia: nella trentesima edizione della speciale “classifica” elaborata dal Sole 24 ore Milano si conferma, come nel 2018, al primo posto, grazie alle performance eccellenti nei campi della vivacità sociale, dell’economia e delle infrastrutture. Vicinissime a Milano per qualità della vita sono Trento (al secondo posto assoluto) e Bolzano (al terzo). Ma tra le prime dieci in classifica ci sono anche tre città venete: Verona al settimo, Treviso è ottava in classifica. Venezia si piazza al nono posto, mentre Vicenza segue all’undicesimo. Più distanziata Padova, al 23 posto, ma anch’essa in recupero di 10 punti rispetto allo scorso anno.

Male Belluno, che ancora nel 2017 era al primo posto assoluto per qualità della vita. Oggi è precipitata in 51esima posizione, nonostante l’eccellente prestazione in termini in termini di giustizia e sicurezza (quarto posto assoluto). Precipita anche Rovigo, che era 26esima e oggi è 70esima. A penalizzare queste realtà di provincia, sono stati i nuovi criteri utilizzati per elaborare la classifica, che mettono in particolare rilievo le carenze infrastrutturali e dei servizi e invece premiano la vivacità sociale e demografica.

«A dispetto di prefiche e cassandre, la società veneta, fatta di tanti cittadini che credono nella solidarietà e nella partecipazione attiva. di tanti amministratori e di bravi sindaci – che al di là del colore politico, hanno in testa i valori del buon vivere, della coesione civile e del rispetto – è sempre in testa per qualità della vita. Siamo una società che conosce la solidarietà per i più fragili, come dimostrano le statistiche che evidenziano che un veneto su 5 fa volontariato». Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha commentato lo scenario tracciato dal rapporto 2019 del Sole 24 Ore. «Per tutti noi, per i sindaci e gli amministratori veneti, il rapporto 2019 è una conferma incoraggiante. Ma non si tratta certo di un punto di arrivo – ha aggiunto Zaia – ma motivo di ulteriore stimolo per non sedersi sugli allori e impegnarsi al massimo per migliorare ancora».



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