Smath: da Giappone e Slovenia gli artisti entrano nelle aziende venete

Pubblicato il 19 Novembre 2019 in Cultura, Pmi e Imprese, Treviso, Veneto, Venezia, Vicenza

 

Cosa succede quando un artista entra in un’azienda? Cosa generano la sua visione e il suo pensiero? Quale innovazione può nascere dalla contaminazione tra arte e impresa? Ad averlo non solo esplorato nella teoria ma soprattutto sperimentato concretamente, è il progetto internazionale Smath, che consentirà ora a sei artisti di entrare in sei imprese del Veneto con una residenza artistica finanziata, per sviluppare altrettante idee progettuali nate nei mesi scorsi da un percorso di dialogo e confronto reciproco.

Le sei progettualità sono state selezionate tra le tredici giunte alla fase finale, frutto del lavoro innovativo di artisti di diverse discipline e di imprese di vari territori e settori per dare vita a prodotti e servizi innovativi: secondo la giuria di esperti, che le ha valutate nello “SMATH Pitching Event” dei giorni scorsi, si sono distinte per qualità della proposta, originalità, sostenibilità nel tempo.

Con le residenze artistiche in azienda, giunge così alla sua fase clou il progetto internazionale “Smart Atmospheres of social and financial innovation for innovative clustering of creative industries in Med area”, finanziato dal programma Interreg Med 2014-2020, che vede capofila la Regione del Veneto assieme al Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Si tratta della prima iniziativa in Italia di questo genere, in cui viene introdotto un modello di progettazione artistica attraverso modalità competitive innovative, e che è supportata da un finanziamento pubblico.

«Alla base c’è Art&Business – evidenzia Fabrizio Panozzo, docente del Dipartimento di Management e responsabile scientifico del progetto –, la metodologia di “art thinking” fondata sull’interazione tra arte e impresa che la nostra ricerca ha ideato e codificato in questi ultimi anni. Abbiamo la convinzione che “pensare artisticamente” renda le aziende anche più competitive e innovative, e sia necessario e possibile un nuovo modo di intendere e costruire le relazioni tra i due universi».

«Il percorso di Smath, incentrato sul valore e l’impatto del processo creativo stesso – continua sempre Panozzo –, ha messo, infatti, in risalto come l’art thinking applicato all’impresa solleciti nuove visioni, stimoli l’innovazione, porti con sé inevitabilmente, oltre alla bellezza, anche un impatto sociale positivo: sul versante del rapporto coi e tra i lavoratori, nella comunicazione ai consumatori come a tutti gli stakeholder, nella relazione col territorio».

Le sei residenze artistiche finanziate

Cosa nascerà da queste sei residenze artistiche? L’installazione del visual artist giapponese Kensuke Koike, collocata in un luogo pubblico, valorizzerà il sistema virtuoso di raccolta, smaltimento e riciclo dei rifiuti di Contarina spa (Spresiano, Treviso) sensibilizzando sul tema dell’economia circolare. Il collettivo di artisti digitali padovani D20 Art Lab realizzerà invece un intervento di data-art partecipativa presso Electrolux spa (sede di Susegana, Treviso) coinvolgendo i lavoratori nella progettazione di spazi comuni di pausa e relax permeati da suoni e immagini generate elaborando i dati digitali della fabbrica 4.0.

L’artista visiva e fotografa slovena Špela Volčič curerà un “laboratorio di immagini” sulla panificazione per Pane Quotidiano (della cooperativa sociale Idea nostra di Vicenza), spazio aperto a utenti, dipendenti e cittadini da cui nasceranno i materiali di comunicazione della cooperativa. Alla scoperta e valorizzazione del territorio del Terraglio è, invece, rivolto il percorso di Land Art Industriale ideato dai creativi di Studio Tonnato (Venezia) insieme all’azienda F/Art (Preganziol, Treviso): ne nascerà un “Museo dell’Accumulo” che valorizzerà la stratificazione industriale, produttiva, socio-culturale-economica dell’area.

E ancora, il giovane duo artistico veneziano Teoria&Preda realizzerà opere di grafica e poesia utilizzando l’inchiostro ricavato a partire da un processo tecnologicamente innovativo di recupero dei gas di scarico dei macchinari di Gv3 Venpa spa (Dolo, Venezia). Infine, gli artisti Alessio Ballerini e Simona Sala (Ancona/Torino) con la coop sociale Verlata (Villaverla, Vicenza) proporranno workshop sensoriali di educazione acustica coinvolgendo le persone della cooperativa e il territorio, per realizzare poi un’opera di videoarte e soundscape che racconti e promuova il progetto della loro Fattoria “Don Manfrin”.

Sono oltre venti le imprese che dalla scorsa primavera, grazie a Smath, hanno lavorato insieme a numerosi artisti in un percorso condiviso, e che ha dato alla fine forma e consistenza a un vero e proprio “nido creativo”: una comunità al cui interno lo scambio ha consentito ai due mondi di accogliere le opportunità e condividere le sfide offerte dall’incontro reciproco. Ad accompagnarli con attività di intermediazione, supporto e “tessitura” delle relazioni i docenti e ricercatori del Laboratorio di Management dell’Arte e della Cultura di Ca’ Foscari Venezia (MacLab), da molti anni impegnato a indagare e sperimentare la connessione tra arte/cultura ed economia/impresa.

Nell’intero percorso, articolato in numerosi incontri nel territorio come sessioni formative, workshop in azienda, meeting individuali tra artista e imprenditore, sono emerse complessivamente quaranta possibilità di collaborazione, ma soltanto tredici idee progettuali sono giunte alla fase finale. Il processo di interazione tra artista e impresa ha prodotto significativi effetti e sollecitazioni a nuove visioni anche nelle altre sette progettualità non selezionate: Arbos srl ha lavorato con Mattia Novello, Artemisia Galleria con Anna Piratti, Elektra srl con Andrea Santini, Hostelsclub.com con Contactiamoci, e ancora Magal di Daniela Vettori Orefice con Pietro D’Agostino, Project Officina Creativa srl con Federico Seppi, e infine Sibania con Fabio Guerra.



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