Scuole venete, rischio licenziamento per oltre 200 addetti alle pulizie

Pubblicato il 14 Novembre 2019 in Lavoro, Regione

pulizie  

La denuncia arriva dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti Uil del Veneto: dal primo gennaio 2020 tutti i 571 lavoratori in appalto addetti alle pulizie e all’accudienza in diverse scuole venete saranno licenziati. Una parte di questi sarà riassunta ed internalizzata, ma per il 40% di loro, dunque oltre 200 persone, la prospettiva è la perdita del posto di lavoro. Per chiedere risposte i sindacati hanno deciso una giornata di mobilitazione per martedì 19 novembre, con un presidio dalle 9 alle 12 davanti all’Ufficio scolastico regionale a Mestre, in via forte Marghera 191.

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro alla direttrice dell’ufficio, Augusta Celada. Intanto dalle tre segreterie confederali è partita una lettera indirizzata al presidente della Regione, Luca Zaia, affinché intervenga presso il governo per modificare la legge di un anno fa che, in un’ottica di risparmio, ha previsto la fine del lavoro in appalto nella scuola dell’obbligo e l’assunzione alle dipendenze dello Stato di una quota di operatori (11.000 su 16.000 addetti a livello nazionale) con contratti a 18 o 36 ore.

A fronte dei criteri fissati per le internalizzazioni, mentre una quota di lavoratori verrà positivamente stabilizzata, molti altri verranno espulsi. «Una situazione inaccettabile» scrive il sindacato chiedendo «l’attivazione di una cabina di regia che coinvolga i ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dell’Economia al fine di garantire la contestualità di interventi utili alla piena occupazione di tutti i lavoratori coinvolti».



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