Novembre mese delle tasse, dai contribuenti veneti 5,1 miliardi all’erario

Pubblicato il 4 Novembre 2019 in Fisco e consumi, Veneto

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Con l’inizio di novembre arriva il mese più “impegnativo” per i contribuenti veneti, che sono chiamati a versare all’erario 5,1 miliardi di euro tra ritenute dei dipendenti, degli autonomi e dei collaboratori, acconti Iva/Ires/Irpef/Irap e addizionali comunali/regionali Irpef. È quanto emerge da una ricerca dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre.

«Una parte importante delle imposte che dovranno essere pagate questo mese dalle imprese sono in realtà una partita di giro, come l’ Iva o le ritenute dei propri dipendenti; tuttavia, non saranno comunque pochi gli imprenditori, soprattutto quelli di piccola dimensione, che per onorare queste scadenze si troveranno in difficoltà» spiega Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio Studi Cgia. «Il rallentamento dell’economia emerso in questi ultimi mesi ha allungato i tempi di pagamento anche nei rapporti commerciali tra imprese private, provocando non pochi squilibri finanziari a tantissime piccole aziende che da sempre sono a corto di liquidità e sottocapitalizzate».

Secondo i dati della ricerca, l’imposta più onerosa che le imprese e i lavoratori autonomi veneti verseranno questo mese sarà l’Iva, che comporterà un incasso per l’erario di quasi 1,4 miliardi di euro. Segue l’acconto Ires in capo alle società di capitali (Spa, Srl, Società cooperative, etc.): queste ultime anticiperanno al fisco 1,2 miliardi di euro. I collaboratori e i lavoratori dipendenti, attraverso i rispettivi datori di lavoro, “daranno” al fisco le ritenute per un importo pari a 1,1 miliardi di euro. L’acconto Irpef, invece, costerà alle aziende e ai percettori di redditi diversi (fitti, plusvalenze, lavoro occasionale, etc.) 577 milioni di euro, mentre l’Irap implicherà un prelievo di 567 milioni. L’addizionale regionale Irpef garantirà 95 milioni, mentre le ritenute dei lavoratori autonomi peseranno sulle tasche di questi ultimi per 88 milioni di euro. Le addizionali comunali Irpef, infine, permetteranno ai Sindaci di incassare 38 milioni di euro e dalle ritenute dei bonifici delle detrazioni Irpef l’erario incamererà 18 milioni di euro.

Il gettito di ciascuna imposta calcolato dallo studio della Cgia è stato stimato sulla base dell’andamento registrato negli ultimi anni, tenendo conto delle principali modifiche legislative intervenute nel frattempo.



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