Maltempo, i fondi della Regione non bastano. Zaia chiede aiuto a Roma

Pubblicato il 19 Novembre 2019 in Belluno, Fisco e consumi, Regione, Treviso, Venezia

Luca Zaia  

Dissesto idrogeologico, gli stanziamenti regionali non bastano e Zaia chiede più soldi al governo centrale. «Nel bilancio 2020 abbiamo allocato 45 milioni di euro, quello che potevamo, ben consapevoli che non basteranno» ha affermato il presidente della Regione Veneto facendo il punto sull’ondata di maltempo che ha investito la regione, con danni ingenti per i quali non c’è ancora una stima economica attendibile. La Regione ha chiesto al governo di nominare un secondo commissario, oltre al sindaco Brugnaro che gestirà la situazione di Venezia e delle isole, per gestire la ricostruzione nelle altre aree.

«I danni sono ingenti ma è ancora difficile ipotizzare cifre – ha detto Zaia –. Quello che ci preoccupa ora, oltre al ripristino delle spiagge, fondamentali dato che rappresentano il 50 per cento del fatturato turistico del Veneto, è il fronte frane. Dopo il 2010 abbiamo messo in atto il piano D’Alpaos con 3 miliardi di euro, ma le piene si ripetono. Per mettere in sicurezza il Piave servono bacini di laminazione. Serve che qualcuno decida a livello centrale: se il dissesto idrogeologico è una priorità, bisogna che il governo investa adeguatamente».

Dal 2 al 18 novembre 2019 in Veneto sono caduti dai 200 ai 350 millimetri di pioggia sulle zone pedemontane e sulla pianura nord-orientale, e dai 350 ai 600 millimetri su gran parte delle zone montane con punte massime anche prossime ai 700 nel Bellunese. Lo si legge in una relazione dell’Arpav. Le precipitazioni, a tratti intense anche con rovesci e temporali anomali per la stagione, si sono concentrate in occasione di alcuni eventi significativi, in particolare nei giorni 3, 8-9, 12-13, 15 e 17.

La neve fin dai primi giorni del mese è caduta copiosa in quota determinando accumuli importanti
soprattutto sulle Dolomiti – prosegue il report – dove in alcune occasioni è scesa fino a fondovalle a 700-900 metri di quota. Con i dati aggiornati a ieri lunedì 18, la neve al suolo ha raggiunto i 120-130 centimetri circa sui Passi Dolomitici a quote intorno ai 2000 metri e i 70-80 centimetri circa ai 1600-1700 metri di quota sulle Dolomiti e in alcune zone delle Prealpi centro-occidentali. In queste ultime ore sta ancora nevicando.

Forti venti di Scirocco hanno colpito in particolare il Veneziano e alcune zone montane e pedemontane in occasione dell’evento del 12 novembre, con raffiche anche superiori ai 100 chilometri all’ora, in concomitanza ad un repentino e significativo calo della pressione al suolo con un minimo registrato proprio in prossimità della costa nella tarda serata del 12. Altri eventi sciroccali importanti si sono susseguiti nei giorni a venire ed in particolare il 15 e il 17 determinando una sequenza di acque alte eccezionali in laguna mai registrate prima in così breve tempo.



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