Nord “dimenticato” dal governo? «Qui quasi metà del Pil e delle tasse del Paese»

Pubblicato il 10 Settembre 2019 in Fisco e consumi, Pmi e Imprese

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C’è il rischio che le regioni del Nord finiscano ai margini dell’azione del nuovo governo Conte? Le sei regioni, attualmente amministrate da governatori di centrodestra (Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia), producono quasi la metà del Pil italiano e del gettito tributario, ma potrebbero non avere molta voce in capitolo sulle decisioni importanti che saranno prese dal nuovo esecutivo. A dirlo è la Cgia di Mestre, che aspetta però di vedere le misure concrete che il governo giallorosso prenderà nei prossimi mesi.

«Stando ai numeri – esordisce il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – quasi la metà del Pil, del gettito tributario, degli occupati nelle imprese private e degli investimenti complessivi del Paese è generata da queste sei regioni del profondo Nord. Oltre a ciò, ricordo che quasi il 60 per cento delle esportazioni italiane è realizzato in questi territori che, ormai, si sentono più in sintonia ed integrati con la Baviera o Francoforte che con Roma».

Il rischio che le distanze tra l’area più produttiva del Paese e i palazzi romani aumentino è molto concreto. Tuttavia, questo non significa che il Nord sia politicamente un monolite ad appannaggio della Lega e del centrodestra. Afferma il segretario Renato Mason: «Città importanti come Torino, Milano, Brescia, Bergamo e Padova, ad esempio, sono guidate da sindaci pentastellati o di centrosinistra. Nelle ultime elezioni europee, inoltre, le forze politiche che sostengono il nuovo governo Conte hanno ottenuto il 36 per cento circa dei voti sia a Nordovest sia a Nordest: un risultato non trascurabile, anche se molto inferiore al consenso ottenuto dalla Lega. Tuttavia, il problema c’è ed è evidente; governare il Paese con il Nord all’opposizione non sarà agevole».

Analizzando gli ultimi dati disponibili, emerge che le sei regioni del Nord prese in esame producono complessivamente poco più di 721 miliardi di euro di valore aggiunto (cioè il Pil), pari al 46,6 per cento del totale nazionale. Le imprese private, invece, sono poco meno di 2 milioni (38,1 per cento del totale Italia) e occupano poco più di 8 milioni di lavoratori (48 per cento del totale). L’export ammonta a quasi 336 miliardi di euro (il 58,2 per cento del totale) e gli investimenti fissi lordi realizzati sono stati poco più di 142 miliardi (49 per cento del dato nazionale). In queste 6 regioni, infine, vi risiedono poco più di 23 milioni di abitanti, pari al 38,4 per cento del totale nazionale.

 



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