Grappa, Bonollo Umberto di Mestrino è la distilleria top in Italia

Pubblicato il 12 Settembre 2019 in Padova, Pmi e Imprese

 

Bonollo Umberto di Mestrino si conferma la principale azienda produttrice di grappa in Italia. Lo certifica la società Pambianco in un’analisi sull’andamento delle distillerie italiane sulla base dei fatturati del 2018. Un anno non brillante, con un leggero incremento dei ricavi nei primi dieci produttori, ma più pronunciato per i primi quattro. Vista la scarsa vendemmia 2017, i numeri della materia prima sono stati in diminuzione.

L’azienda padovana ha fatturato 49 milioni di euro, il 17% in più rispetto al 2017. Il tutto, per la società che opera nel mercato con marchio Of, è avvenuto a parità di incidenza di ebitda su fatturato, superiore all’11%, e con prospettive favorevoli a fine 2019.

Al secondo posto c’è un’altra conferma, quella delle Distillerie Franciacorta, oggetto della più importante acquisizione dell’anno in Italia nell’ambito spirits. A inizio febbraio l’azienda è stata comprata da Stock Spirits, realtà già attiva nel comparto grappa con il marchio Julia. Nel frattempo, la società bresciana ha consolidato la seconda posizione conquistata nel 2017 chiudendo l’anno con 32 milioni di ricavi (+3,7%) e con più di quattro milioni di ebitda.

In terza posizione troviamo Distillerie Bonollo, la più colpita dallo shortage di materia prima, con 26 milioni di ricavi contro gli oltre 30 dell’esercizio precedente (-15%). La società con sede a Formigine (Modena) ha comunque ottenuto un ottimo risultato legato alla marginalità, riuscendo a confermare i 3,8 milioni di ebitda pur in presenza di un calo di introiti.

Il quarto posto è di Distillerie Marzadro, che centra un lieve incremento di ricavi (20,9 contro 20,6 milioni) e brilla per marginalità, salita da 2,3 a 3,1 milioni di euro, arrivando a sfiorare il 15% di incidenza sul fatturato.
In quinta posizione c’è Bonaventura Maschio, che sostanzialmente conferma il fatturato (+0,4%) e incrementa la redditività portandola dal 2 al 2,5% dei ricavi.

Un altro filone dell’investimento è legato all’accoglienza, sperimentata con successo da Berta, distilleria che chiude la top ten dei fatturati ed è leader assoluta per marginalità, con un ebitda pari al 27% del fatturato. A livello di export, il mercato messo da tutti nel mirino è quello statunitense, dove però la grappa stenta a imporsi perché c’è ancora un retaggio del passato legato alle grappe super strong dei nostri emigrati.



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