Furti: nei negozi veneti sono 20 al giorno. Danni per 350 milioni di euro

Pubblicato il 2 Settembre 2019 in Commercio, Veneto

 

Venti furti al giorno nei negozi e nelle botteghe artigiane, per un totale di 7.300 casi denunciati in Veneto nel corso del 2017, ultimo anno in cui i dati sono disponibili. Un costo economico per gli operatori commerciali e piccoli artigiani stimato attorno ai 350 milioni di euro all’anno. Sono i dati che emergono da una stima effettuata dall’ufficio studi della Cgia di Mestre.

Il confronto con gli ultimi anni, tuttavia, è confortante. Rispetto al 2014, anno in cui si è toccato il picco di oltre 9.500 denunce, la contrazione a livello veneto è stata del 23 per cento. «Questa decisa contrazione avvenuta anche a livello veneto è riconducibile sia all’azione di prevenzione praticata dalla polizia e dai carabinieri, sia agli ingenti investimenti realizzati in questi ultimi anni dai negozianti e dagli artigiani nei sistemi di videosorveglianza e nei servizi forniti dagli istituti di vigilanza. Tuttavia, non è da escludere che questi dati siano in parte condizionati anche dal rifiuto di molti negozianti di denunciare i furti subiti – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo. «Non sono pochi, infatti, i titolari di piccoli negozi che – dopo aver subito l’ennesimo taccheggio o la solita scorribanda – sono stati presi dallo sconforto e hanno deciso di non rivolgersi più alle forze dell’ordine».

I settori maggiormente a rischio taccheggio sono le profumerie, i negozi di alimentari, di abbigliamento – in particolar modo quello sportivo – e di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Nel mirino dei furti con destrezza, invece, finiscono prevalentemente i gioiellieri e gli orologiai, mentre gli autoriparatori e gli esercizi pubblici – come i bar, i ristoranti e le sale giochi – sono quasi sempre vittime di furti con scasso. Oltre al grab and run (prendi e scappa), i metodi più utilizzati dai malintenzionati per sottrarre la merce esposta negli scaffali sono la rottura di etichette/placche antitaccheggio e l’uso di borse schermate. Molti operatori, inoltre, sottolineano che sempre più spesso sono vittime di micro-bande, composte da 2-3 persone, spesso specializzate e ben attrezzate, con strumenti per staccare le etichette antitaccheggio, jammer (ovvero disturbatori di frequenze) e magazzini dove conservare la refurtiva.

Se rapportiamo il numero di furti denunciati dagli operatori commerciali e artigianali ogni 100 mila abitanti, emerge che nel 2017 la regione più “colpita” è stata l’Emilia Romagna (233,8). Seguono la Toscana (215,4), la Liguria (207), la Lombardia (201,6) e il Piemonte (166,2). Il Veneto è in settima posizione con una quota del 149,4 per cento ogni 100 mila abitanti.

Per quanto riguarda la quota di delitti di cui non si è scoperto l’autore Campania al primo posto con l’86,2. Seguono la Puglia (81,3%) e la Calabria (80,6%). Nel Veneto, invece, la percentuale è del 72,2%: dato che ne fa uno tra i territori più “virtuosi” del paese.



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