Verona, 5 idee della giunta contro le locazioni turistiche selvagge. Caner: «Iniziativa tardiva»

Pubblicato il 21 Agosto 2019 in Turismo, Verona

 

L’invasione delle locazioni turistiche senza regole è nel mirino della giunta comunale di Verona. Il cui centro storico, sempre più amato dai turisti di ogni angolo del mondo, è ormai in gran parte in affitto ai visitatori, con sempre meno abitanti che vi risiedono per davvero. Questo spesso avviene in modo non proprio legale Alcune contromisure sono state proposte il 20 agosto dall’assessore alle attività produttive Nicolò Zavarise, che ha in mente di «esercitare una gestione più puntuale nei confronti delle locazioni turistiche» – citiamo il comunicato stampa del comune scaligero.

Come? Utilizzando alcuni punti della legge regionale sul turismo (la numero 11 del 2013) che andrebbe però modificata per rendere sanzioni e controlli, oggi molto labili, più efficaci. Basti pensare che un comune oggi non ha accesso al database regionale delle locazioni turistiche per le opportune verifiche.

Ma facciamo un passo indietro, per capire meglio i termini della questione. Per utilizzare una casa o un appartamento come locazione turistica, oggi, è sufficiente inviare una comunicazione alla Regione. Non è necessario mantenere la residenza nell’immobile, come avviene per i b&b, né essere classificato dall’ente regionale.

Ma una locazione turistica ha dei limiti ben precisi da non valicare: non può offrire alcun tipo di servizio se non l’alloggio, e quindi sono esclusi la colazione, le pulizie e la sistemazione della camera. Il problema è che spesso il confine è molto labile, e proprio l’assenza di particolari vincoli è sfruttata da chi vuole magari nascondere un bed & breakfast o un mini-hotel sotto la maschera di un semplice affitto. Senza contare gli abusivi totali, quelli che affittano le stanze senza comunicarlo alla Regione.

Questa tipologia di utilizzo di immobili è in forte crescita un po’ ovunque, e anche nella città di Giulietta e Romeo, tra le città d’arte più frequentate del Veneto e d’Italia. Nel territorio comunale sono presenti in tutti 2947 strutture ricettive, di cui 2349 sono locazioni turistiche: il 79,7% del totale. Gli alberghi sono “solo” 65, mentre le altre strutture ricettive complementari (b&b, agriturismi e alloggi turistici) sono 533.

Le proposte contro il boom delle locazioni turistiche

Le proposte avanzate dall’assessore Zavarise sono cinque. Primo, rendere obbligatorio il cambio di destinazione d’uso, da abitativo a turistico-ricettivo, nel caso in cui un appartamento non sia più adatto ad ospitare un nucleo famigliare. Sono stati rilevati casi, infatti, in cui tutte le stanze dell’abitazione erano state trasformate in camere. Un simile cambiamento andrebbe comunicato obbligatoriamente all’amministrazione comunale, ma la trasformazione sarebbe consentita solo nel caso in cui la quota di ricettivo prevista non sia già stata raggiunta.

Secondo: permettere a chi esegue i controlli l’accesso alla banca dati della Regione in cui sono conservate le comunicazioni di inizio dell’attività di locazione turistica. Questo strumento permetterebbe di individuare immediatamente gli abusivi totali, cioè coloro che non hanno inviato nessuna comunicazione.

Terza misura proposta: introdurre una sanzione accessoria specifica per gli abusivi che preveda l’emanazione di un’ordinanza da parte del settore commercio de Comune per imporre la cessazione immediata dell’attività. Nel caso l’ordinanza non sia rispettata, c’è la possibilità di porre i sigilli alla struttura e di applicare l’articolo 650 del Codice Penale.

La quarta idea dell’assessore è rendere obbligatoria la comunicazione dei dati catastali dell’immobile al momento di invio della comunicazione di locazione turistica. In questo modo, si conoscerebbe l’identità del proprietario dell’immobile, che talvolta non coincide con i gestori dell’attività, e sarebbe possibile verificare la planimetria dell’abitazione rilevando eventuali modifiche abusive nella struttura.

Quinto e ultimo punto è l’introduzione di una sanzione specifica per chi pubblicizza i servizi nelle locazioni turistiche. Questo permetterebbe di multare per pubblicità ingannevole chi promuove i servizi e di esplicitare meglio, a livello legislativo, cosa è da considerare servizio e cosa no.

«Il fenomeno delle locazioni turistiche – dice Zavarise – è letteralmente esploso a Verona così come nel resto della regione. I controlli da parte della polizia locale sono costanti, ma spesso ci rendiamo conto che, a fronte di verifiche rigorose, gli strumenti per contrastare gli abusi rilevati andrebbero resi più efficaci. Quindi, partendo dall’esperienza dei nostri controlli, abbiamo avviato un dialogo con la Regione in modo da precisare alcuni punti della legge. Noi proponiamo di introdurre strumenti e sanzioni specifiche in grado di regolare meglio il fenomeno delle locazioni turistiche e di contrastare con più efficacia la concorrenza sleale e lo spopolamento del centro storico. Questi aspetti, assieme alla tutela della sicurezza, ci stanno particolarmente a cuore: chi lavora nel rispetto delle regole va tutelato perché offre un servizio di qualità a chi ospita e garantisce sicurezza all’intera comunità. Spesso, invece, l’identità delle persone presenti nelle locazioni turistiche è sconosciuta e questo potrebbe rappresentare un problema. L’espansione di questo tipo di locazioni, poi, provoca lo spopolamento della città, fenomeno che vogliamo assolutamente contrastare».

La replica dell’assessore regionale Caner: «Critiche tardive»

L’assessore regionale al turismo Federico Caner replica alle critiche mosse da Zavarise. «La sua iniziativa, quanto meno, è in ritardo di alcuni mesi rispetto all’azione regionale. Noi accettiamo tutte le proposte, ma, forse, la legge regionale andrebbe prima letta e poi criticata. Almeno per evitare di fare brutta figura, chiedendo cose già previste dalla normativa da noi approvata».

«Giusto due mesi fa, a giugno – prosegue Caner -, abbiamo modificato la Legge Regionale 11/2013 proprio per combattere l’abusivismo e contrastare la concorrenza sleale. Ed in una delle prossime sedute di giunta verrà approvato il relativo Regolamento attuativo sulle locazioni turistiche. Abbiamo introdotto il codice identificativo degli alloggi e pesanti sanzioni economiche per chi mette in affitto turistico un alloggio sui portali di ricerca e su internet senza indicare tale codice. La lotta all’abusivismo, resa effettiva da uno strumento quale è il codice identificativo, comporta di per sé anche un aumento della sicurezza, sia per gli aspetti di idoneità degli immobili (competenza del comune) sia per le denunce di pubblica sicurezza».

Secondo Caner, infine, «semmai il problema è che i comuni, che incassano la tassa di soggiorno anche sulle locazioni turistiche, facciano i dovuti controlli. Nel regolamento abbiamo previsto che il comune eserciti la vigilanza sull’attività di locazione turistica anche mediante l’accesso di propri incaricati e che possa introitare le conseguenti sanzioni. Mi preme evidenziare che la legge regionale non combatte in alcun modo una legittima attività economica, che comunque arricchisce il territorio, ma contrasta abusivismo e concorrenza sleale».



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