La Regione apre ai medici neolaureati. Sindacati: «Mandati allo sbaraglio»

Pubblicato il 20 Agosto 2019 in Fisco e consumi, Lavoro, Regione

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Emergenza medici in Veneto: dopo aver autorizzato in marzo l’assunzione di camici bianchi in pensione, la Regione a Ferragosto ha pubblicato una delibera per l’assunzione di 500 giovani laureati non specializzati per sopperire i “buchi” in corsia. Una scelta stigmatizzata da un ampio fronte di sigle sindacali che, dopo una dura presa di posizione della FNOMCeO, la federazione degli Ordini professionali dei medici, ne appoggiano le critiche.

«Le scriventi organizzazioni sindacali ospedaliere del Veneto apprendono con stupore che per la rivoluzionaria Delibera della Regione Veneto sulla “Assunzione e Formazione di 500 giovani laureati non specializzati” pubblicata a Ferragosto è stato dichiarato un lavoro preparatorio di mesi» affermano Anaao Assomed, Aaroi, Anpo, Cimo, Fassid, Fesmed, Fp Cgil, Fp Cgil medici e Fvm.

«Evidentemente un confronto su tale argomento con i rappresentati della Professione è stato ritenuto inutile – proseguono i sindacati -, la Regione non si stupisca se poi qualcuno manifesta delle perplessità o si rivolge ai propri legali per l’analisi dei suoi contenuti. A carenze straordinarie , cioè fuori dalla realtà ordinaria , servono interventi straordinari , ma questo non giustifica la messa in discussione dei canali formativi istituzionali e la drastica riduzione del tempo di studio a vantaggio di un orario assistenziale di qualità ridotta, con medici la cui tutela assicurativa è tutta da inventare visto che la loro posizione non è attualmente contemplata , nel massimo storico del contenzioso medico legale, con buona pace della Legge Gelli».

«Si abbassa la qualità dell’assistenza»

Per i sindacati «il problema centrale è l’abbassamento della qualità dell’assistenza al cittadino in un sistema sanitario regionale che ha retto grazie alla buona volontà degli operatori , a migliaia di ore straordinarie , a mancati recuperi e pacchetti prestazionali aggiuntivi, ambulatori aperti di notte ed al sabato con stipendi non confrontabili rispetto alla realtà europea. Su questo concordiamo con la posizione della FNOMCeO espressa dal Presidente Anelli, ed in particolare siamo contro un invio allo sbaraglio di una “manodopera professionale “ a basso costo».

Prosegue la nota dei sindacati dei medici: «Era stato proposto, inutilmente, un allargamento straordinario dei posti in Specializzazione facendo restare la formazione teorica a carico dell’università e la formazione sul campo a livello di ospedali in convenzione e/o l’utilizzo degli specializzandi già in avanzata fase di formazione, in un momento storico che ha visto anche un aumento dei posti di specialità a livello centrale. In questo periodo sono stati sistematicamente celebrati gli interventi strutturali e di edilizia ospedaliera , ma l’indubbio miglioramento delle dotazioni tecniche deve progredire con il ricambio e la qualificazione del personale che continua ad abbandonare il servizio pubblico sia per normale pensionamento che per dimissione volontaria alla ricerca di una migliore qualità di vita».

Infine la nota afferma che «se il Pronto Soccorso è la porta d’ingresso di un ospedale, i reparti di Medicina e di Geriatria sono da sempre quelli deputati al maggior numero di ricoveri in urgenza e spesso con letti in appoggio in altri reparti con disagi per tutti , reparti a cui serve la guida di un medico esperto perché le sue responsabilità sono pesanti e le attuali condizioni di lavoro mettono a dura prova la sua vocazione, la sua scelta originaria. Noi crediamo che i cittadini abbiano il diritto ad una completa informazione, disponibili comunque ad un incontro».



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