Evasione fiscale nei comuni, il recupero è un flop: il 60% è raccolto dalla sola Asiago

Pubblicato il 30 Agosto 2019 in Fisco e consumi, Veneto, Vicenza

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La lotta all’evasione delle tasse comunali in Veneto va molto a rilento. A denunciarlo è lo Spi Cgil che ha messo in ordine i dati ministeriali relativi al 2018. In quell’anno soltanto 38 comuni (il 7% di quelli veneti) hanno messo in atto la lotta all’evasione di Imu e Tasi e alle dichiarazioni fasulle sui redditi per ottenere sconti e agevolazioni. Nel 2017 erano sei in più.

Il totale dei soldi recuperati è di 1 milione e 100 mila euro, in netta crescita rispetto ai 670 mila e 300 euro del 2017. Ma a stemperare l’entusiasmo è il fatto che il solo comune di Asiago, che ha fatto emergere la mancata denuncia di guadagni da parte di alcune società immobiliari, ha recuperato 650 mila euro, quasi il 60% di quanto raccolto da tutti i comuni veneti messi insieme in un anno.

Per i comuni l’attività di lotta all’evasione sul proprio territorio, trattenendo nelle proprie casse le risorse recuperate, è possibile dal 2005. «Anche gli ultimi dati forniti dal Ministero dimostrano che la strada da fare su questo fronte è ancora lunga e in salita – commentano Renato Bressan, della segreteria dello Spi Cgil del Veneto e Gino Ferraresso, responsabile del Dipartimento Welfare Spi Cgil Veneto –. Le considerazioni da fare sono soprattutto queste: diminuisce il numero dei comuni, sia a livello nazionale che veneto, che a seguito di segnalazioni qualificate ottengono contributi dal ministero dell’interno per la partecipazione all’accertamento fiscale e contributivo. Diminuiscono le entrate a favore dei comuni a livello nazionale ed aumentano a livello Veneto solo perché il comune di Asiago introita quasi 650mila euro nel 2018. Le città capoluogo del Veneto fanno complessivamente una brutta figura, anche guardando gli anni precedenti. Infine, bisogna dire che rimane forte l’attenzione su questo tema nei comuni della provincia di Verona e Vicenza, meno nelle altre».

«Quando ci sediamo al tavolo coi sindaci – continuano i due sindacalisti – mettiamo sul piatto diversi temi che ci stanno a cuore fra cui quello dei Patti antievasione tramite i quali chiediamo l’impegno dell’amministrazione a recuperare risorse dal sommerso come previsto dal Decreto-legge 203 del 30 settembre 2005. Continueremo a battere molto su questo punto perché con la lotta all’evasione i Comuni possono ottenere molto risorse da utilizzare per le fasce più fragili della nostra popolazione, come gli anziani».

Quanto raccolgono le città venete dalla lotta all’evasione

Vediamo quanto hanno raccolto nel 2018 i comuni capoluogo veneti dalla lotta all’evasione fiscale. Venezia ha totalizzato 64.119 euro, in calo rispetto agli 86.909 euro del 2017. Padova ha ricavato 18.633 euro, contro i 31.239 del 2017. Vicenza ha “guadagnato” 11.789 euro di evasione, in netto calo rispetto ai 51.743 euro dell’anno precedente. Belluno, Rovigo, Treviso e Verona non ha attivato la raccolta delle imposte evase.

Nella tabella sono indicati i dati raggruppati per provincia. Emerge che Vicenza (grazie alla performance del comune di Asiago) ha raccolto la somma maggiore (743 mila euro), seguita dalla provincia di Verona (207 mila euro), da quella di Venezia (65 mila euro), di Padova (54 mila euro), Treviso (23 mila euro), Rovigo (621 euro) e Belluno (0).

Fonte: Spi Cgil su dati ministero degli Interni



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