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In Veneto un Comune su due non ha accesso alla banda Ultra Larga

Pubblicato il 6 Agosto 2019 in Innovazione, Opportunità

 

Da una ricerca commissionata da Eolo all’Università di Padova-Cmr emerge che in Veneto 284 comuni, oltre il 50% del totale, si trovano in aree bianche, ovvero dove più del 90% della popolazione non ha accesso a Internet a Banda Ultra Larga. In queste aree le piccole unità produttive del settore industriale sono calate del -4,1% e gli addetti impiegati diminuiti del -3,4%. Non solo, al contrario del resto della regione, le aree bianche soffrono per il fenomeno dello spopolamento, registrando un calo della popolazione del -0,4%. Infine, qui anche il Made in Italy tradizionale (moda, arredamento e cibo) soffre particolarmente, registrando un calo del -5,9% degli occupati.

Digital speed e banda Ultra Larga

«Il fenomeno del digital speed divide colpisce tutto il nostro paese, ed è un grave problema anche per una regione forte ed economicamente avanzata come il Veneto. Per supportare una crescita vigorosa del territorio, è necessario riuscire ad uniformare l’accesso ad internet veloce, portando la banda ultra larga anche nelle aree bianche» commenta Luca Spada, Presidente e Fondatore di Eolo. «Le Pmi, in primo luogo quelle della filiera del made in Italy, soffrono perché non possono beneficiare appieno dei vantaggi delle piattaforme e dei servizi ad alto grado di innovazione. Tutto il settore del turismo in Italia, che nelle aree bianche conta il 28% delle strutture e il 25% dei posti letto, ha la necessità di poter sfruttare appieno le opportunità offerte da internet, sia per la gestione e promozione dell’attività, sia per offrire commodity oggi indispensabili ai clienti».

Un milione di euro all’anno

Eolo è impegnato quotidianamente a livello nazionale e sui territori oggetto del digital speed divide, portando connettività ad oltre un milione di persone. L’azienda ha da poco lanciato il progetto benefico “Eolo Missione Comune” attraverso il quale donerà un milione di euro all’anno per tre anni a 300 piccoli comuni con meno di cinquemila abitanti in Italia, selezionati attraverso una piattaforma partecipativa, con l’intento di bloccare il fenomeno dello spopolamento, valorizzando queste realtà accompagnandole nel percorso di digitalizzazione diventando così vere e proprie «Smart Cities». Nei primi due mesi, la piattaforma ha già registrato oltre un milione di voti.



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