Autonomia, Zaia insiste: «Basta sprechi e ruberie, irresponsabile chi non la vuole»

Pubblicato il 20 Agosto 2019 in Veneto

 

Nella giornata clou per la definizione della crisi di governo, di cui si saprà di più dopo le dichiarazioni in Senato del premier Giuseppe Conte, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia torna a parlare di autonomia differenziata. «È ora di finirla con la bufala della secessione dei ricchi e dell’Italia di serie A e serie B. In tutti i modelli autonomisti non esiste che si possa nemmeno immaginare che una parte di un Paese possa andar male in un contesto nazionale. L’Autonomia è responsabilità. Semmai irresponsabile è chi non la vuole. La proposta di autonomia, partita da tre Regioni, ma estendibile a tutte le altre che volessero raccogliere la sfida della responsabilità e dell’efficienza, è la medicina per i mali del sud, non ne è la causa».

Zaia ha commentato così l’intervento al Meeting di Rimini del Presidente di Svimez, Adriano Giannola. «Così come stanno le cose – incalza Zaia – ogni anno in questo paese ci sono 30 miliardi di sprechi, (dati ufficiali, non di partito) che non vanno certo a beneficio delle popolazioni del Sud, ma sempre nella direzione dei soliti noti. Tanti cittadini del Sud hanno fatto sapere in tanti modi di volere questa svolta e hanno già mangiato la foglia dei luoghi comuni come l’Italia di serie A e B, il Nord egoista nemico del Sud, lo sgretolamento dell’unità nazionale. La gente ha capito. Il popolo del Sud ha una straordinaria opportunità, quella di poter controllare i suoi amministratori».

«L’Autonomia – aggiunge il governatore – aiuterà prima di tutto a riallineare la qualità dei servizi, perché è scandaloso, immorale, che migliaia di meridionali debbano emigrare per curarsi. E non è vero che il Sud abbia avuto meno trasferimenti o meno opportunità. E’ vero invece che qualcuno ha gestito male le risorse, a cominciare da quelle per la sanità».

«Caro Giannola – prosegue – non rivogliamo i nostro soldi, come Lei superficialmente afferma, ma vogliamo che tutti abbiano ciò che a loro serve, gestito in maniera corretta, senza sprechi e ruberie».

«Quando Giannola afferma tra l’altro che ‘il Nord da solo puo’ ambire al massimo a fare il terzista di lusso alla Germania’ – conclude Zaia – rivolge una pesante offesa a migliaia e migliaia di imprenditori, alle nostre seicentomila partite Iva, che ogni giorno aprono le saracinesche delle loro aziende, e non convegni in giro per l’Italia».



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