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Monete parallele (Venetex e non solo): dalla Regione 50 mila euro

Pubblicato il 15 Luglio 2019 in Commercio, Credito, Pmi e Imprese, Regione

pagamenti alle imprese  

Con una legge regionale approvata il 9 luglio 2019, la Regione Veneto sostiene le monete parallele, ovvero i circuiti di pagamento che si affiancano all’euro – non sostituendolo – come nel caso di Venetex, la trasposizione in terra veneta dell’esperienza del Sardex nata in Sardegna nel 2010 e oggi diffusa in nove regioni. Ad oggi a Venetex aderiscono circa 700 imprese venete, per un traslato pari a 5 milioni di euro.

La legge, intitolata “Norme per la promozione della conoscenza dei circuiti di compensazione multilaterale e complementare su base regionale”, è stata promossa dal consigliere regionale Antonio Guadagnini (lista SiamoVeneto) e illustrata in aula da Simone Scarabel (M5S), ed è stata votata da 32 favorevoli, con 6 astenuti e nessun consigliere contrario. Prevede che la Regione diffonda la conoscenza e promuova l’uso dei circuiti di compensazione, stabilendo parametri comuni e aprendo una sezione dedicata sul sito web dell’ente. Per questo fine sono stati stanziati 50 mila euro.

Il valore nominale di un Venetex è di un euro. Il circuito si basa su una sorta di baratto: tramite una piattaforma elettronica le aziende iscritte si scambiano servizi al posto di denaro. Ogni volta che si eroga un servizio a un’azienda iscritta al circuito, si accumulano dei crediti, che si possono spendere per acquistare altri servizi da aziende iscritte alla rete. Un modo per far girare l’economia senza intaccare la liquidità delle aziende.

«Affiancare alla moneta corrente forme moderne di pagamento digitali ancorate al territorio – afferma Guadagnini – è un sistema che si sta affermando per consentire alle imprese di aiutarsi reciprocamente a fare più economia reale, più fatture più scontrini in un momento di difficile accesso alla liquidità. Con questa legge la Regione Veneto apre un percorso che può portare molto lontano. Nei circuiti Sardex e Venetex le imprese fanno fatturato aggiuntivo comprando e vendendo tra loro quella parte di produzione che il mercato euro non assorbe pagandosi con un credito digitale, Sardex e Venetex appunto, che non è convertibile in euro. Per questo chi lo incassa lo rispende molto velocemente nel circuito stesso generando un mercato aggiuntivo e parallelo dove l’economia gira più velocemente rispetto al mercato Euro, e dove sono presenti in forma volontaria solamente imprese del territorio».



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