Boris Johnson, nuovo premier UK, è un «nemico del Prosecco»

Pubblicato il 24 Luglio 2019 in Commercio, Pmi e Imprese, Treviso

Di Dianna Bonner for Financial Times - Flickr: Boris Johnson Leo Johnson, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30232166  

Boris Johnson è il nuovo premier del Regno Unito: l’investitura ufficiale è attesa per oggi 24 luglio dopo l’elezione a capo del partito conservatore avvenuta ieri al termine delle primarie dei Tory. Non si è ancora accasato a Downing Street, che già l’eccentrico successore di Theresa May ha messo in allarme i produttori di Prosecco. Per le bollicine venete infatti da tempo Londra è il principale mercato estero, e il timore è che l’arrivo di un anti-europeista convinto come Boris Johnson alla guida delle trattative con l’Unione Europea porti a una hard Brexit, con relativi danni alle esportazioni vinicole italiane.

È la Coldiretti a lanciare l’allarme, ricordando che l’ostilità del politico britannico alle popolari bollicine tricolori risale alle prime trattative per la Brexit nel novembre 2016. All’epoca Johnson, che ricopriva la carica di ministro degli esteri, cercò di imporre la libera circolazione delle merci, ma non quella dei lavoratori, minacciando di bloccare le importazioni di Prosecco in Gran Bretagna se l’Europa non si fosse piegata alle sue richieste. Furono gli stessi tabloid britannici, ricorda l’associazione degli agricoltori, ad affibbiargli il nomignolo di “Ministro del Prosecco”.

Ora le minacce – si legge in una nota di Coldiretti – potrebbero trasformarsi in realtà dopo che il nuovo leader nel discorso della vittoria dopo l’elezione a leader Tory ha ripetutamente assicurato che Londra uscirà dall’Ue il 31 ottobre, con o senza accordo. Una ipotesi che rischia di colpire il Prosecco e gli altri prodotti Made in Italy esportati in Gran Bretagna da barriere tariffarie e dalle difficoltà di sdoganamento.

Ma il No deal comporterebbe anche – sostiene la Coldiretti – un grave problema di tutela giuridica dei prodotti a denominazione di origine come il Prosecco Dop che senza protezione europea rischia di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione anche da paesi extracomunitari. Non vanno infatti dimenticati – continua la Coldiretti – i casi, smascherati in passato, della vendita in Gran Bretagna di falso prosecco alla spina, in lattina o in polvere nei wine kit.

Il rischio reale è che la Gran Bretagna diventi un porto franco del falso Made in Italy con il Prosecco che – sottolinea la Coldiretti – guida la classifica dei vini italiani più taroccati nel mondo con le imitazioni diffuse in tutti i continenti dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, ma è stata smascherata le vendita anche del Whitesecco e del Crisecco.

Foto: di Dianna Bonner for Financial Times – Flickr: Boris Johnson Leo Johnson, CC BY 2.0, via Wikipedia Commons



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