Autonomia, Zaia e Fontana scrivono a Conte: «Non firmiamo una farsa»

Pubblicato il 22 Luglio 2019 in Regione, Veneto

 

«Vogliamo una autonomia vera, non un pannicello caldo che produrrebbe ulteriori guai». Così i presidenti di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia in una lettera aperta indirizzata ieri, domenica 21 luglio, al premier Giuseppe Conte. «Nessuno vuole aggredire l’unità nazionale, nessuno vuole secessioni. Lei sa bene quanti e quali Ministri si sono impegnati in questa irresponsabile gara a spararla più grossa» scrivono i presidenti di Lombardia e Veneto, che già venerdì scorso avevano reagito con furia all’ennesimo tavolo governativo da cui era uscita una bozza che confermava la titolarità dello stato centrale su assunzioni e retribuzioni degli insegnanti, uno dei punti su cui invece i governatori del lombardo-veneto spingono sull’acceleratore.

Attilio Fontana e Luca Zaia fanno sapere che non firmeranno l’intesa sull’autonomia “se si continua con una farsa”. «Noi restiamo aperti al dialogo con Lei, Presidente Conte, e pronti a cambiare opinione se il testo delle intese sarà capace di rispondere alle esigenze della vita vera che abbiamo provato a descrivere. Ma – sottolineano – se si continua con una farsa, come accaduto finora, è evidente che non firmeremo nulla». «Per parte nostra vogliamo mantenere fede all’impegno assunto con i nostri cittadini», assicurano i due governatori.

«Presidente Conte, lei ha l’opportunità di scrivere una pagina di storia di questa Repubblica. Se non la scriverà lei, lo farà qualcun altro. Perché la spinta verso l’autonomia e verso la responsabilità nei confronti dei cittadini è ormai inarrestabile».
«La nostra autonomia si basa su quanto dice la Costituzione, siamo perfettamente in linea con la legge fondamentale dello Stato, la nostra richiesta di avere competenza rispettivamente su 20 e su 23 materie, si basa su quanto recita l’articolo 116, terzo comma. Chi afferma il contrario, o non conosce la Carta, o vuole evidentemente modificarne il testo vigente: sarebbe bene pertanto che presentasse un disegno di legge costituzionale per modificare di nuovo il titolo quinto. Tertium non datur. Avremmo voluto che il Presidente del Consiglio fosse davvero il garante della Costituzione vigente, denunciando le false notizie diffuse con malizia e cattiva fede da chi evidentemente la Carta l’ha letta soltanto sul Bignami».

Il premier Giuseppe Conte ha fatto sapere in serata di «aver preso atto della lettera dei due governatori» e, soprattutto, di aver «registrato un cambio di toni che prelude ad una corretta interlocuzione istituzionale». In giornata, con una lettera aperta al Corriere, Conte si era rivolto ai cittadini della Lombardia e del Veneto, rivendicando con forza il lavoro che il governo sta facendo sull’autonomia differenziata. Sul Corriere il premier aveva spiegato che essa non è una bandiera regionale da sventolare, ma una riforma che farà bene all’Italia intera, e si era detto  pronto ad incontrare i governatori anche prima di portare la bozza finale in Consiglio dei ministri.

Intanto sono stati confermati per martedì 23 luglio i tavoli tecnici sull’autonomia differenziata a Palazzo Chigi, ma resta alta la tensione all’interno della maggioranza per capire su quali articoli si troverà l’intesa.

Andrea Fasulo



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