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Incidente Msc a Venezia: scontro Zaia-Toninelli. Sabato corteo No grandi navi

Pubblicato il 3 Giugno 2019 in Turismo, Venezia

 

Venezia sconvolta dall’incidente provocato da una nave da crociera della Msc che si è scontrata con il battello gran turismo River Countess ormeggiato nel porto di San Basilio e ha impattato sul molo, alle 8.30 di mattina di domenica 2 giugno. Il bilancio è di cinque turiste straniere ferite (una delle quali è stata dimessa subito dall’ospedale). A causare la collisione è stato il black out dell’impianto elettrico della nave da crociera – un colosso di 275 metri di lunghezza e 65 mila tonnellate di stazza.

Ripreso da centinaia di telefonini, l’evento ha suscitato le proteste dei cittadini di Venezia e ha rinfocolato le polemiche sul passaggio dei colossi della nautica turistica nel delicato ecosistema della laguna e della città storica. Il comitato No grandi navi ha indetto una manifestazione sabato 8 giugno alle ore 16 dalle Zattere “per chiedere che le grandi navi vengano spedite fuori dalla laguna”.

Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha detto che «le grandi navi non devono più passare per il canale della Giudecca» e ha promesso una soluzione alternativa in tempi brevi. Regione Veneto e Comune propongono che i colossi del mare attracchino a Marghera attraverso il canale dei petroli, quindi in laguna ma lontano dal centro storico.

«Stiamo ancora discutendo dell’applicazione di un decreto – commenta il presidente della Regione, Luca Zaia – che porta i nomi dei ministri Clini e Passera che non è né vano né superfluo ricordare che furono titolari di dicastero nell’ormai lontano governo Monti. Stiamo parlando del 2011 mentre le proposte della Regione del Veneto e del comune di Venezia per una viabilità delle grandi navi giacciono presso i ministeri interessati da anni. Il ministro dell’infrastrutture decida qualcosa; non si può più attendere».

Per Legambiente «devono essere presi immediati provvedimenti affinché le grandi navi, di qualsiasi tipologia e dimensione, non transitino più per il bacino di San Marco e per il Canale della Giudecca né tanto meno ormeggino nell’area del centro storico veneziano».

Secondo il presidente di Confturismo Marco Michelli «prima o poi doveva succedere, il tema non è espellere il turismo crocieristico, ma come far muovere le grandi navi in sicurezza nella fragile laguna veneziana. Non oso immaginare se tutto ciò fosse accaduto sulla riva di San Marco, non riesco a non pensare all’immagine da brivido di una nave appoggiata alla Basilica. Qui è in gioco la sicurezza di una città ‘di cristallo’. Questo non vuol dire che si debba arrivare alla drastica conseguenza di cancellare le navi da crociera dallo specchio lagunare, ma arrivare a una soluzione che, avendo ben presente l’imprescindibile rispetto per Venezia, stabilisca percorsi e modalità di passaggio che non compromettano in alcun modo il fragile equilibrio della città».



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