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Pensionati, quattordicesima in arrivo: da 336 a 655 euro in busta paga

Pubblicato il 28 Giugno 2019 in Veneto

 

Per circa 300 mila pensionati veneti l’assegno previdenziale in pagamento lunedì 1 luglio sarà più ricco rispetto agli altri mesi. È in arrivo, infatti, la quattordicesima mensilità che va a integrare le pensioni inferiori a due volte il trattamento minimo (1.026,02 euro lordi) regalando una boccata d’ossigeno ai tanti ultra sessantaquattrenni della nostra regione che hanno difficoltà a far quadrare i conti nella loro quotidianità. La quattordicesima è stata introdotta nel 2007 dal governo Prodi che l’ha riservata agli ultra sessantaquattrenni con una pensione inferiore a una volta e mezza il trattamento minimo (che nel 2019 è di 513,01 euro) e ampliata nel 2017 agli assegni compresi fra una volta e mezza e due volte il trattamento minimo, dall’ultimo governo Renzi durante il tavolo sulla Previdenza fortemente voluto dai sindacati e conclusosi con l’accordo del settembre 2016.

La somma aggiuntiva – che l’Inps eroga a chi ha i requisiti per beneficiarne – varia fra i 336 e i 655,20 euro lordi a seconda dell’importo della pensione e degli anni di contributi ed è riservata ai pensionati con più di 64 anni.  Gli oltre 190 mila pensionati veneti – per l’80% donne – che portano a casa assegni previdenziali inferiori a una volta e mezza il trattamento minimo (quindi inferiori a 769,50 euro lordi al mese), lunedì 1 luglio riceveranno una quattordicesima di importo variabile fra i 436,80 e i 655,20 euro, a seconda dei contributi versati nella propria vita lavorativa. I circa 100 mila pensionati veneti – per il 67% donne – che hanno assegni compresi fra una volta e mezza e due volte il trattamento minimo (quindi compresi fra 769,50 e 1.026,02 euro lordi al mese) riceveranno una quattordicesima che può oscillare fra 336 e i 504 euro, sempre a seconda dei contributi versati.

«La 14esima è stata introdotta nel 2007 dal Governo Prodi in accordo con i sindacati allo scopo di dare una mano agli anziani con le pensioni più basse – commenta Giuseppe Di Girolamo responsabile del Dipartimento previdenza dello Spi Cgil Veneto -. Con l’accordo del 2016 il secondo governo Renzi ha ampliato la platea dei beneficiari, sempre grazie alla pressione dei sindacati. La somma aggiuntiva rappresenta dunque una boccata d’ossigeno per i tanti pensionati veneti che vivono con meno di mille euro lordi al mese e che fanno i salti mortali anche per affrontare le spese quotidiane. Questo importo aggiuntivo premia le pensioni da lavoro ed è ben diverso, dunque, da altri interventi – come la cosiddetta pensione di cittadinanza introdotta dal governo Conte – che hanno invece una valenza esclusivamente assistenziale».

La 14esima viene erogata dall’Inps. Ma può succedere (ed è successo negli anni passati) che, per vari motivi, alcuni pensionati non la ricevano (o la ricevano nei mesi successivi), pur avendone i requisiti. In questo caso, continua Giuseppe Di Girolamo, «lo Spi Cgil del Veneto mette a disposizione i propri sportelli presenti in tutta la regione per verificare i requisiti e, nel caso, per inviare la richiesta dell’importo aggiuntivo all’Ente previdenziale. Negli anni passati abbiamo analizzato un numero consistente di posizioni riscontrando in molti casi la presenza dei requisiti da parte di pensionati che però non avevano ricevuto la quattordicesima. I nostri operatori, nell’ambito della campagna sui diritti nascosti, sono sempre a disposizione per controllare la documentazione e intervenire nei casi in cui il beneficiario non abbia ricevuto la quattordicesima dall’Inps».



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